a cura di Sr. Giuseppina Brucculeri.
Anche quest’anno i cammaratesi e i sangiovannesi esprimono a Don Bosco la loro
gratitudine per essere stato portato qui attraverso la presenza di 4 FMA inviate da
don Rua su richiesta di Padre Salvatore La Corte.
Quando? Nel settembre del 1920. Nel tempo i festeggiamenti si sono consolidati ed
ora, oltre alla festa del 31 gennaio, qui a Cammarata il coro di esultanza con
processioni, rosario, liturgie Eucaristiche, addobbi per le strade, luminarie si protrae
per 8 giorni. La banda comincia prima a rallegrare con i canti di don Bosco e a creare
un clima di festa per le strade. Poi, comincia a snidare la popolazione dalle case per
invitarla ad andare in Chiesa. Naturalmente, non mancano mai l’esposizione del
santissimo e i fuochi pirotecnici quando, alla fine della festa, don Bosco viene
processionalmente riportato nella cappella delle suore.
Ma quale la novità di quest’anno?. Oggi 15 settembre, alla fine della solenne
Concelebrazione Eucaristica andiamo al largo dei pini per togliere il velo che copre
una bella statua di DON BOSCO. Sono presenti le autorità religiose e civili di
Cammarata e san Giovanni Gemini, la famiglia che ha sostenuto le spese per la
statua e un folto gruppo di persone. Svelata la statua, viene data la parola,
all’arciprete, Padre Antonio Cipolla, al Sindaco, dottor Giuseppe Mangiapane, a Sr.
Nella, Responsabile della Comunità alloggio e Direttrice della Comunità FMA, al
ragazzino, che ha ricevuto una grande grazia, accompagnato dalla famiglia.
Uno stralcio dal discorso del Sindaco di Cammarata, Giuseppe Mangiapane:
“… tre episodi, nati isolatamente…”Avevo proposto in Consiglio Comunale di
valorizzare questa zona che è allo snodo tra Cammarata e San Giovanni Gemini.
Per mesi tutto tace…Un giorno, mi avvicina, inaspettatamente, il Presidente del
Comitato don Bosco, Salvatore Rao: “quest’anno ricorre il centenario della
presenza delle FMA a Cammarata, 1920-2020. Noi del Comitato avremmo il
piacere di far duplicare, con la stampante 3D, la statua inviataci da Torino su
richiesta di Padre Consiglio dopo la canonizzazione di Don BOSCO. Durante le
riunioni per organizzare i festeggiamenti ne abbiamo già parlato con le FMA”.
Il Sindaco continua: “Immediatamente penso al desiderio della rivalutazione di
questa area. La mia risposta a Rao è subito positiva, anche perché don Bosco è il
santo più amato dalla nostra popolazione. A lui sono intitolati panifici, negozi….
Ma… il lockdown mette tutto a tacere. Durante questo silenzio gli approcci per la
statua continuano… I preventivi del costo si moltiplicano, tuttavia costituiscono
sempre una remora prima che il desiderio diventi realtà
2023 – “la famiglia Azzarello- Lo Sardo mi chiede: “per grazia ricevuta vorremmo
comprare una statua di don Bosco e vorremmo che fosse posta in un luogo
pubblico a Cammarata…” Oggi,15 settembre, possiamo dire che don BOSCO ha
voluto lui essere qui tra noi in un crocevia per benedire tutti”.
Dal discorso di Sr. Nella: “… il simulacro di don Bosco è posto accanto a una scuola
ove si formano e si preparano gli uomini del prossimo futuro. Il metodo educativo
di don Bosco, che si basa su tre pilastri: ragionevolezza, religione, cioè senso della
dignità della persona, perché fatti a immagine di Dio e quindi, ”fratelli tutti” e
amorevolezza, o tenerezza come dice Papa Francesco, incarnato da adulti
autorevoli, aiutino i giovani a formarsi buoni credenti e onesti cittadini del
mondo”.
Infine la toccante esperienza della grazia ricevuta– la guarigione, da parte del
ragazzino, Cristian, commuove tutti!
Mentre il Sindaco parla… noi FMA sogniamo il clima del 1800, a quell’alba in cui il
carisma salesiano è nel suo fieri . Dimentichiamo momentaneamente la nostra realtà
e ci troviamo accanto a un Don BOSCO giovane prete tra mille difficoltà. Lui parla
con Maria Ausiliatrice e nascono, per incanto, interventi che appianano e risolvono i
suoi problemi. W DON BOSCO!