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SCU, il passaggio di testimone

A pochi giorni dall’uscita del nuovo bando per il SCU pubblichiamo una bellissima lettera scritta dai volontari del SCU della sede di Catania di Casa Madre Morano. Il destinatario è il Prossimo Volontario che riceve un vero e proprio passaggio di consegne che trasmette empatia e testimonia la bellezza del volontariato come esperienza di servizio e di crescita personale.

Caro Prossimo Volontario,
fra qualche mese, come in una staffetta, ti cederò il testimone. A me è stato consegnato il 30 Aprile 2020.

Questa grande corsa è iniziata molti anni fa, quando qualcuno ha sentito l’urgenza e ha avuto il coraggio di dire che si può servire la patria anche senza il ricorso alle armi, che si può proteggere lo Stato con semplici azioni che, come capillari, irrorano la società con azioni di pace e solidarietà.

Durante la mia infanzia guardavo il libro di scienze e nel disegno dell’apparato circolatorio restavo sorpreso quando iniziavo a pensare che le vene arrivassero ovunque diventando piccolissime. Ecco, Caro Prossimo Volontario, vorrei che pensassi al Servizio Civile un po’ come a quel disegno delle vene simile ad un grande albero con molti rami, in cui le piccole realtà si proiettano verso grandi cambiamenti.

Il volontario ha un anno di tempo per vedere cosa accade in un piccolo angolo di mondo. Il tempo ti assicuro vola, l’entusiasmo dell’inizio, a volte, sembra sparire nella ripetizione dei gesti quotidiani. Vorrai fare mille cose e poi magari ne riuscirai a fare solo pochissime. Non disperare, ricorda che, come dice il detto, ogni cosa che facciamo è come una goccia nell’oceano, ma se non la facessimo, l’oceano avrebbe una goccia in meno!

Cambi, non so dirti come, ma accade. Mentre fai il conto alla rovescia dei mesi, inizierai presto a farlo con la tristezza delle cose belle che finiscono, come quando a settembre pensavi all’imminente inizio della scuola e volevi vivere al massimo gli ultimi giorni delle vacanze estive. Ad un certo punto, guarderai i tuoi compagni di progetto come quegli amici conosciuti in vacanza: magari con alcuni inizierà una bella amicizia, con altri ti saluterai con affetto, come quando ci si ricorda di inviare una cartolina a quell’amico lontano.

Caro Prossimo Volontario, in qualunque modo affronterai questo anno della tua vita non sarai più tu! Sì, lo so, lo hai sentito mille volte, anche con una certa retorica, ma fidati è vero. Passa parola a qualcuno dopo di te, fai in modo che ci siano sempre più giovani che si impegnino anche oltre quest’anno, con gratuità, per essere un aiuto, un supporto per gli altri. Vedrai la vita in tutte le stagioni. Se incontrerai bambini e ragazzi, vedrai le promesse del futuro impresse nei loro occhi, anche quando sembra che la vita sia stata ingiusta. Se lavorerai accanto a persone con disabilità, vedrai in loro non persone con dei limiti, ma persone che guardano la realtà da un punto di vista differente e che possono offrirti una prospettiva nuova. Se incontrerai gli anziani, ricordati che ogni ruga sui loro volti è un racconto del passato e anche se ti annoierai ad ascoltare mille volte la stessa storia, scoprirai che questo ti aiuterà a cogliere le sfumature sempre diverse che esaltano la bellezza del quotidiano.

Nessuna vita è inutile, nessuna vita è spreco. Sai, solitamente il Servizio Civile rappresenta per molti giovani quasi un rito di passaggio, un anno sabbatico di impegno prima di iniziare il percorso universitario o lavorativo; magari proprio grazie a questa esperienza si discerne meglio il percorso da intraprendere.
Io mi trovo a vivere il mio anno di servizio sul confine che si affaccia alla vita adulta: quest’anno mi consegnerà definitivamente al mondo del lavoro. Ecco, penso che la differenza sostanziale di questa scelta sia questo crinale tra considerarlo lavoro o meno. Non è un lavoro, anche se formalmente ha tutte le regole per esserlo, ma è un impegno che ciascun volontario prende con se stesso, i compagni di progetto, gli OLP e le persone che incontra ogni giorno. Pensare che un anno non lasci un segno nella vita delle persone è impossibile.

Oltre la retorica, il SCU cambia la vita. Magari non immediatamente, ma vedrai che sarà un virtuoso cammino di crescita. Si avverte chiaramente il senso di “servire”, non in una accezione utilitaristica con la quale il capitalismo associa il lavoratore alla macchina della produzione. Qui servire significa “contare”, contare per qualcuno su qualcuno. Oggi il concetto di Patria è più sfocato, bisogna sentire vivo il desiderio di essere abitante del pianeta
e il Servizio Civile Universale te lo ricorda ogni giorno.

Siamo a metà percorso, la fase di creazione di nuove abitudini costruite sulle ore di servizio si è ormai consolidata. Sono un volontario e il mio progetto GXG, Giovani per i Giovani, mi vede inserito in una residenza universitaria, dove incontro ogni giorno giovani, come me, come te che leggi. Ti auguro, Caro Prossimo Volontario, di intraprendere questo percorso con passione e dedizione. Solo così potrai davvero essere una risorsa per chiunque troverai nel tuo cammino e allo stesso tempo ricevere valori ed esperienze di vita altrui che ti renderanno migliore.

Un caro abbraccio,
I ragazzi del progetto GxG del SCU della sede di Casa Madre Morano, Catania
Eva, Erica, Viviana, Eleonora, Saria e Antonio.

Clicca qui se vuoi conoscere come partecipare al prossimo bando del SCU con le Figlie di Maria Ausiliatrice di Sicilia

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