Viviamo in un periodo storico e sociale non solo complesso, ma anche pieno di eventi devastanti. Dopo due anni di pandemia scoppia pure la guerra in territorio europeo. Cosa fare per carnevale? La domanda della comunità educante di Cesarò ha trovato risposta mettendo al centro i bambini e cercando il senso educativo di questa festa. Per loro e per i bambini del territorio è stata un’esperienza di condivisione tra grandi e piccoli, uno spazio di esperienze comuni in cui ci si abilita a mettersi nei panni degli altri. Un’occasione per vedere gli adulti in altre vesti, ma anche per imparare a dare spazio alla fantasia e creare esperienze che rimangono nel cuore.
di Giovanna Cozzo, FMA
Uno dei ricordi più belli di quando ero piccola è la festa di carnevale. Un avvenimento festeggiato con gli amichetti del cuore della scuola elementare vestiti in maschera tra stelle filanti, coriandoli e tanta allegria. Il carnevale era la scusa per realizzare i “piccoli sogni” trasformandomi nel personaggio preferito. Ricordi che ti proiettano nel passato facendoti rievocare quei momenti sereni e felici vissuti insieme agli amici.
Attualmente molti bambini, specialmente i più piccoli, hanno solo il ricordo della Pandemia: mascherine, distanziamento e isolamento. A causa delle limitate attività sociali nei bambini/ragazzi si stanno generando difficoltà emotive e psicologiche.
Le Figlie di Maria Ausiliatrice di Cesarò hanno riflettuto sulla situazione attuale cogliendola come una vera e propria sfida che il tempo ci impone. Insieme alle mamme dei bambini, tra paure e incertezze per il Covid e la guerra scoppiata in Ucraina, hanno organizzato due feste di carnevale.
Non si tratta solo di divertimento, ma di un momento di crescita soprattutto se vissuto insieme agli adulti. Infatti, imparare a fare finta dì mettersi nei panni di qualcun altro, soprattutto nel suo mondo interiore, aiuta i ragazzi a capire qual è la differenza tra se e gli altri e abilita a cogliere il punto di vista degli altri.
Attraverso una maschera un bambino/ragazzo può dare voce a tutto il suo mondo interno, ai suoi conflitti, alle difficoltà. I genitori, simpaticamente sono “stati al gioco”. Le mamme animatrici il giorno prima delle feste hanno addobbato il salone teatro delle suore con festoni, mascherine e stelle filanti. Il giorno delle feste sono arrivate alle ore 14:00 facendosi aiutare dalle suore per il trucco; una sorpresa grande per i bambini e i ragazzi vedere anche i propri genitori “mascherati”.
Stare insieme crea armonia e comunione. I “grandi” sono disposti anche a fare questo per rassicurare i ragazzi e aiutarli a superare le loro paure, fargli acquistare fiducia in sé stessi, renderli forti e coraggiosi. Non sono mancati momenti di preghiera, divertimento e tanta allegria. Le suore salesiane di Cesarò e i genitori dei bambini “guardando oltre” sono riusciti a creare bei ricordi nei loro figli che non dimenticheranno mai.