Ad una settimana dal pellegrinaggio adolescenti, che ha visto radunati, contro ogni aspettativa, più di 80.000 adolescenti a Piazza san Pietro con Papa Francesco, pubblichiamo il racconto dell’esperienza scritto da un giovane animatore della comunità di Mazzarino. Ad accompagnare il gruppo di adolescenti della diocesi di Piazza Armerina, per l’oratorio FMA di Mazzarino, sr Rosanna Zammataro.
di Elia Cantello (Oratorio FMA Mazzarino)
Pasquetta da papa Francesco in piazza San Pietro è finita, ma le emozioni e gli insegnamenti di quella giornata resteranno per sempre nella mia e nelle menti di tutti i pellegrini presenti al Vaticano. Esperienza unica, che è iniziata nel pomeriggio di Pasqua . Ci siamo radunati nella città di Enna, direzione Piazza San Pietro.
Il viaggio che ci aspettava era lungo, ma dei cristiani non si lasciano abbattere da niente e nessuno , infatti, prendendo spunto dalla celebre frase di Don Bosco “ Un oratorio senza musica è come un corpo senza anima” abbiamo iniziato ad animare l’autobus cantando e suonando. Nonostante nessuno si conoscesse abbiamo trovato una certa sintonia. Tra una sosta e una canzone siamo arrivati nella periferia della capitale.
Abbiamo passato la mattinata immersi nelle bellissime strade romane intonando le dolci note di “Grazie Roma” di Antonello Venditti. Il rapporto con i miei compagni di viaggio stava migliorando sempre più. Tra foto e risate siamo arrivati a destinazione. Dopo esserci posizionati nel nostro spazio a San Pietro ho iniziato a rendermi conto dell’enorme quantità di giovani presenti. Alcuni dicevano 30 mila, altri 60, ma in realtà eravamo più di 80 mila pellegrini da tutta Italia. Una volta iniziata la manifestazione papa Francesco – ricordando il 27 Marzo 2020 – guarda la piazza ed esclama: «sono passati 2 anni con la piazza vuota, la piazza ha sofferto il digiuno e ora ha mangiato di più: per questo siete così tanti». A quelle parole mi sono emozionato e ho cominciato a pensare a cosa stavo facendo quel giorno, un lunedì di pasquetta, lontano da casa, lontano dalla mia terra.
Il Papa continua il suo discorso facendo riferimento alla paura. In questo periodo di guerra e pandemie questa emozione la fa da padrona nella nostra vita di tutti i giorni. Francesco con tranquillità e pacatezza dice che per battere le paure bisogna condividerle. Condividerle con la mamma, il papà, l’animatore, l’amico. Molti di noi , spesso, dimenticano che noi siamo autoinsufficenti. Abbiamo bisogno di qualcuno. “Un bambino quando ha paura chiama la mamma”. Papa Francesco ci ha incoraggiato a trovare la mamma che ci aiuti nelle difficoltà. Io ho fatto tesoro di queste parole. Spesso noi ragazzi tendiamo a trattenere dentro le nostre emozioni per paura di far trasparire ciò che siamo veramente, ma oggi, in questa pasquetta, abbiamo imparato che parlare è la migliore arma che abbiamo contro il malessere interiore.
“I giovani hanno il fiuto” un’altra frase che mi è rimasta impressa nella mente. Molte volte gli adulti non ascoltano noi adolescenti perché non abbiamo esperienza o perché non siamo ancora maturi. Ma il Vangelo di Giovanni è venuto in nostro aiuto, infatti, Giovanni , il più giovane degli apostoli fu il primo a riconoscere Gesù risorto. Questa è la prova che noi giovani non avremmo esperienza, ma sappiamo riconoscere il bene e il male con più semplicità. Finita la funzione ho iniziato un percorso di introspezione personale nel quale mi sono interrogato chiedomi: che cosa ti ha lasciato Papa Francesco? Mi ha lasciato tanta emozione, sicurezza, felicità d’animo e soprattutto molta consapevolezza nel fatto di appartenere a una comunità, essere ciò che si è senza nessun filtro e chiedere aiuto non sono segni di debolezza, ma un punto di forza. Con tutta la gioia e l’amore che ci ha trasmesso il Papa abbiamo iniziato il nostro viaggio di ritorno verso la nostra amata terra.
Un’ emozione unica che io e i miei compagni di Mazzarino, Barrafranca, Valguarnera, Gela Villarosa ed Enna non dimenticheremo mai. Lo spirito di gruppo che si è creato durante il pellegrinaggio è enorme. Le risate, le canzoni, le stupidate, la leggerezza i maestri del nostro meraviglioso viaggio. Papa Francesco GRAZIE. Grazie per averci fatto conoscere, grazie per averci impartito queste lezioni di vita. Una parola che riassume tutto questo: Seguimi.