di Maria Trigila
Due giorni di condivisione esperienziale e contenutistica, dal 31 ottobre al 1° novembre 2021, ha coinvolto le animatrici di comunità dell’ispettoria Madre Morano della Sicilia per la trasmissione di quanto l’ispettrice suor Angela Maria Maccioni e le due delegate, suor Maria Trigila e suor Maria Ruta, hanno vissuto dal 10 settembre al 24 ottobre, a Roma.
A Catania, presso la sede ispettoriale, le direttrici delle 29 case del territorio siciliano hanno accolto l’invito “alla festa” di suor Angela Maria, suggeritole dal brano evangelico delle Nozze di Cana che aveva fatto da specchio ai lavori dell’Assemblea capitolare, costituita da 172 Figlie di Maria Ausiliatrice, provenienti dai cinque continenti.

Alle 9.30 del 31 ottobre, le direttrici sono state accolte sulle note del canto “Le nozze di Cana”. Questa melodia è stata il filo rosso che ha intessuto prima i contenuti al brano delle Nozze di Cana raccontato dall’apostolo Giovanni, dove emergono varie sfumature della presenza di Maria a quelle Nozze in cui Gesù opera il suo primo miracolo. Presenza fatta di ascolto profondo, di silenzio, di speranza. Presenza audace e coraggiosa. Presenza richiamata in controluce anche nei contenuti della Relazione della Superiora generale emerita ed approfondita da alcuni relatori e relatrici al Capitolo Generale XXIV. Tali contenuti hanno piacevolmente trattenuto le direttrici quasi l’intera giornata.

Un particolare interessante della due giorni riguarda l’allestimento della sala in cui si è svolto il meeting. In un angolo, arredato con gusto, emergevano delle giare in terracotta e due brocche in vetro trasparente, una piena d’acqua e l’altra vuota con a lato dei calici, sempre in vetro, vuoti. Il tutto poggiava su delle strisce di raso a colori, raffiguranti le tinte dei Continenti. Centrale spiccava il giallo della terra siciliana ed il rosso fuoco dell’Etna. Tutto un simbolismo per far memoria di quanto era avvenuto in quel tempo del miracolo, cosa era accaduto nei giorni del CGXXIV e quanto stavano sperimentando le direttrici siciliane in quelle ore di riflessione, di ascolto e di contemplazione.
A svelare il simbolismo è stata la giornata dei Santi (1° novembre): la brocca vuota era piena di vino rosso. Proprio su questo si è articolata tutta la mattinata di condivisione. Prima con la presentazione del documento finale del Capitolo: Con Maria, essere “presenza” che genera vita. Poi con la visualizzazione di brevi videoclip mirati a far conoscere la neoeletta Superiora Generale e il suo Consiglio o a comunicare l’esperienza diretta di alcune capitolari.
Al meeting non è così mancata l’esperienza del “vino nuovo”. Il canto, “Le nozze di Cana”, che aveva preparato l’atmosfera all’ascolto ed alla partecipazione dava forma e colore alle riflessioni che la sera prima le direttrici avevano condiviso. Il vino, simbolicamente versato dall’ispettrice nei calici che ogni direttrice teneva in mano, trasformava quei moti dell’anima in sinodalità. Tutte venivano invitate a porre dei gesti nuovi, così come indicavano le scelte e la delibera assunte da tutto l’Istituto per essere profeti di speranza e dispensatrici di vino nuovo e buono.
In quest’orizzonte assume valore il gesto simbolico di suor Angela Maria nel condividere un “otre di vino nuovo” distribuito in bottiglie e consegnato alle direttrici per condividerlo con le suore della propria comunità. Un gesto profetico di sinodalità, di formazione continua, di missionarietà condivisa, di ecologia integrale nell’ottica del Sistema preventivo. Un impegno a cui tutte hanno aderito per il futuro dell’Istituto.