a cura di Nancy Ranno, Volontaria SCU, Ispettoria FMA.
RISE: Design for Emergent Futures cos’è?
L’associazione Turismo Giovanile e Sociale ha messo a disposizione una possibilità di formazione internazionale per 20 volontari tra i 18 e i 30 anni, provenienti da tutta Europa, dal 26 Novembre al 2 Dicembre a Strasburgo, in Francia.
L’inizio
Quando mi è stata data la possibilità di partecipare a questa sessione di studio a Strasburgo ho pensato quello che molte persone penserebbero: “ci provo, se non mi prendono almeno ci avrò provato“. Questa scelta di provarci è stata fatta sulla base di una curiosità personale: avendo studiato pedagogia e avendo letto il programma generale ho pensato che sarebbe stata un’opportunità di crescita a livello personale e professionale. Infatti così è stato.
Appena arrivata in Francia, all’European Youth Center, sono rimasta colpita dalla posizione della struttura così immersa nella natura (vi era addirittura un fiume accanto).
Il fatto che in quel luogo vi erano ragazzi provenienti da Paesi diversi, di età diverse, con bagagli esperenziali diversi, è stato qualcosa di veramente unico.
I temi delle giornate
Il primo giorno abbiamo chiarito il programma da seguire chiarendo i valori e le regole che sarebbero state condivise durante la settimana (esempio: rispettare gli orari, non isolarsi, essere rispettosi).
In questa prima giornata introduttiva sono stati presentati quelli che sono un po’ i temi di partenza della sessione di studio: siamo partiti infatti dalla spiegazione, o meglio dire dalla rilevazione di quelle crisi a livello a globale e locale e mi ha stupito molto vedere che i problemi che pensavo fossero solo del mio Paese, in realtà colpiscono molti altri Paesi.
Il pomeriggio si è chiuso con la spiegazione del concetto di resilienza riportando per iscritto i momenti in cui siamo stati resilienti nella nostra vita.
La sera del primo giorno abbiamo dato vita alla “Serata Interculturale“, dove ognuno di noi presentava un cibo tipico dal Paese di provenienza ed è stato un bel momento di condivisione.
La seconda giornata è stata molto “teorica”, nel senso che sono stati spiegati temi molto delicati come i Diritti Umani e la gestione del conflitto. Nonostante la pesantezza dei temi, il modo in cui sono stati trattati e presentati, personalmente mi ha permesso di assimilare meglio i concetti. Per esempio, avevo già trattato il tema della gestione dei conflitti, ma nella modalità in cui è stata trattata lì, mai. Ci è stata letteralmente raccontata una storia che sembrava quanto mai più vera, e ogni punto di quella storia rappresentava la spiegazione del modello presentato, ovvero quello di Glasl.
Per non parlare del fatto che ogni volta che ci veniva presentato un tema nuovo, avevamo la possibilità di assimilarlo grazie alle discussioni di gruppo che facevamo: prima in gruppi piccoli, successivamente si presentavano le proprie idee al gruppo più grande e anche lì uscivano sempre delle discussioni interessanti, tanto da “compromettere” quasi il tempo a disposizione per la pausa caffè!
Il pomeriggio si è concluso letteralmente giocando, o meglio, creando qualcosa con i mattoncini Lego. Anche questa modalità ha permesso sia di assimilare qualcosa sia un lavoro di gruppo.
Le giornate seguenti sono state un po’ più dinamiche: ci è stato spiegato un nuovo metodo di approcciarsi ai problemi, il quale consiste nell’utilizzare un triangolo ai cui vertici si hanno i problemi da risolvere, le persone con cui collaborare e le persone destinatarie dell’intervento, e infine le azioni possibili per contrastare il problema. Al centro del triangolo si ha l’obiettivo da raggiungere.
Sulla base delle crisi che avevamo identificato i giorni prima dovevamo ora provare ad utilizzare il modello del triangolo in maniera quanto più concreta possibile, al fine di avere un’analisi quanto più dettagliata.
Infine, tutto quello che abbiamo fatto è stato sintetizzato in un lungo manifesto che conteneva il lavoro di ognuno di noi ed è stato soddisfacente vedere che ognuno di noi ha dato il suo contributo.
Cosa mi sono portata nel cuore
Se dovessi trovare una parola per descrivere questa esperienza, direi che è stata piena: piena di conoscenze, piena di momenti di riflessione, piena di lavoro, piena di canzoni natalizie, piena anche di fogli!
I trainers erano uno più cordiale e competente dell’altro. Tutti con la capacità di capire ogni ragazzo presente e sempre con il sorriso. Non ho mai visto persone così piene di energia e anche di saggezza.
I partecipanti che ho conosciuto sono anche loro dei ragazzi magnifici. Persone con talenti e capacità che meritavano davvero di stare lì.
Porterò questa esperienza nel cuore per sempre, con la speranza di partecipare ad altre attività come questa, al fine di migliorarmi e migliorare il mio contributo alla società.


