Figlie di Maria Ausiliatrice | Sicilia

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Non basta istruire. Bisogna formare il cuore.

Il 26 marzo 1908 Madre Morano lascia questa terra. Ci facciamo aiutare dalle parole di Madre Marinella Castagno per fare memoria della Beata Maddalena Morano.

LE PAROLE DI MADRE MORANO

Marinella Castagno, fma

Madre Maddalena Morano ha sperimentato l’impegno in famiglia, la dedizione all arte di educare, l’amore grande fatto di piccoli gesti.

 

Quando ci è stato confermato che il 30 aprile Giovanni Paolo II avrebbe proclamato “beata” madre Maddalena Morano, ho sentito che c’era un messag­gio da scoprire dentro il percorso dei fatt­i. Ho ripreso in mano alcune sue parole, che propongo alla Famiglia Salesiana, perché mi sembrano racchiudere un se­reto valido per le diverse scelte di vita.

. «MAMMA, TI AIUTERÒ IO, TANTO, TANTO!».

Maddalena, rimasta orfana ancora ragazzina, consolava così la sua mamma. Aveva poco più di 14 anni quando ha cominciato a lavorare per far quadrare il bilancio familiare. E fino a 30 anni ha mantenuto la promessa. I grandi ideali hanno fatto i conti con la quotidia­nità: si è fatta carico della sua famiglia, in una dedizione grande; la famiglia è stato “il primo luogo dell’impegno” den­tro cui maturare il servizio, l’attenzione alla vita, la forza, la creatività. Sono 30 anni di vita cristiana laicale.

“NON BASTA ISTRUIRE. BISO­GNA FORMARE IL CUORE”.

Tra le tante parole scelgo questo messaggio perché mi sembra racchiudere la sua spec­ialissima attenzione per l’educazione integrale. Non basta, per noi salesiani, aprire scuole, organizzare manifestazio­ni, animare attività: abbiamo bisogno di guardare alla crescita della persona tutta intera. Madre Morano, poi, ha vissuto in prima persona lo sforzo di ritagliare an­che per la donna il diritto di essere pre­sente là dove si elabora cultura. Essere “maestra comunale” sul finire dell’800 voleva dire avere in mano generazioni intere, trasmettere valori, insegnare a leggere la vita. Oggi a istruire basta la scuola di Stato. Per formare il cuore oc­corrono educatori.

“CORREGGETE, MA DOLCEMENTE, INCORAGGIANDO, NON MINACCIANDO».

Mi sembra questo il messaggio indirizzato particolarmente a quanti, religiosi e laici salesiani, si occu­pano di educazione. Ciascuno di noi sen­te dentro queste parole l’eco di Don Bo­sco: «Amate i giovani!», guardateli con simpatia, tirate fuori dal loro tesoro tutte le energie nascoste. Non per forza. Col­tivando la gioia. La sottolineatura della dolcezza è un particolare femminile tan­to caro a madre Morano, che custodiva, oltre i tratti decisi del volto, una grande tenerezza.

Altre volte diceva: «Più che insegnan­te cerca di essere madre!». Per arrivare non solo all’intelligenza, ma al cuore «perché senza la persuasione non si cam­bia la vita».

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