Nella sala capitolare si ritrovano per l’evento rappresentati autorevoli delle varie associazioni della famiglia salesiana, ma la voce che raccoglie l’augurio generale dei vari membri è affidata all’ispettore, don Giovanni D’Andrea, che porge con il saluto anche l’augurio intriso di stile salesiano e di impegno missionario, capace di ravvivare la freschezza delle origini: il tema capitolare invita a mettersi in ascolto dell’oggi e a contemplare l’azione; l’ascolto dei giovani e dei giovani più poveri dev’essere fatto non solo con le orecchie ma con gli occhi, con il cuore e con la mente per accogliere le sfide che ci pongono le nuove generazioni e intraprendere cammini che ci conducano a scelte concrete.
L’augurio è espresso ancora dall’ispettrice, suor Maria Pisciotta, che sinteticamente fa una chiara panoramica delle linee educativo-pastorali ispettoriali del triennio 2018-2020. Riportando la considerazione alla grande tematica che dovrà animarci, sottolinea il necessario rilancio ispettoriale, seguendo l’invito dell’Ausiliatrice: “Fate tutto quello che Egli vi dirà”. E questo per essere comunità generative nel cuore della contemporaneità.
Salvatore Rubino, un giovane di Bronte, ha rappresentato la voce dei giovani di tutte le nostre case.
Ci invita ancora una volta a camminare insieme a loro, a renderli protagonisti dell’azione educativa e di ricercare insieme nuovi spazi di incontro dettati dalla creatività dell’amore per creare relazioni di familiarità, chiave di accesso per occasioni di confronto e di crescita umana e spirituale in grado di rispondere alle esigenze del cuore di ogni giovane.