Figlie di Maria Ausiliatrice | Sicilia

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Lasciamoci conquistare dalla santità di Don Bosco! #lìdovesiamo

La santità di Don Bosco mi ha conquistata all’età di 14 anni quando, per la prima volta, ho incontrato le FMA… La loro testimonianza, il loro modo di stare con i ragazzi, con i giovani, sono stati il “libro” più importante per conoscere meglio la santità di Don Bosco.

Giorno dopo giorno, respirando lo stile salesiano mi sentivo a casa. Non solo negli aspetti più visibili, quali la gioia, l’allegria, lo spirito di famiglia, ma anche e soprattutto in quelli più profondi: la preghiera fatta con semplicità, la passione per Gesù e per il bene dei giovani.

Di Don Bosco mi ha affascinato lo sguardo con cui guardava in profondità i ragazzi delle periferie di Torino, la sua grande passione e il suo ardore nel saper leggere i segni dei tempi e il suo andare controcorrente  – in un tempo in cui ha dovuto superare tantissime difficoltà – sempre disponibile e aperto ad accogliere ciò che il Signore gli andava preparando.

Da lì fino ad oggi, la santità di Don Bosco, come un filo rosso, ha tracciato il cammino…

Ho sentito forte dentro di me la risposta che avevano dato i primi giovani quando Don Bosco li aveva chiamati a qualcosa di più grande: “Frate o non frate io sto con Don Bosco”. Da quella risposta tutto ciò che facevo aveva un senso e continua ad avere un senso anche adesso: essere segno e testimone dell’amore di Dio per i giovani.

La santità di Don Bosco è la grande eredità che Egli ci ha lasciato: una santità originale, simpatica e a portata di tutti che ci deve rendere persone amabili, buone e semplici! Questa è la santità capace di attirare i giovani; a noi educatori il compito di testimoniarla lì dove siamo!

Auguro a tutte le Comunità educanti della Sicilia che si lascino conquistare dalla santità di Don Bosco per educare i giovani, ad essere «buoni cristiani e onesti cittadini» attraverso la coerenza della loro vita e l’autorevolezza del loro agire! Maria ci sostenga nel custodire, alimentare, far crescere la nostra vocazione di adulti credibili per accompagnare i giovani nel loro cammino di santità.

Don Bosco è stato capace di seminare nei suoi giovani il forte desiderio di diventare santi, di vivere per Dio, di essere felici e di raggiungere il Paradiso.

Ha guidato ragazzi e giovani sulla via della santità semplice, serena e gioiosa, unendo in una sola esperienza di vita il cortile, uno studio serio e un costante senso al dovere.

Ecco che la santità è rivolta a tutti, anche a voi giovani, perché essa è pienezza di vita, sinonimo di felicità e di beatitudine.

Ancora oggi, carissimi giovani, Don Bosco vi chiama ad essere santi lì dove siete… a casa, in oratorio, a scuola, nelle periferie esistenziali…vi invita a sognare e a non tenere i sogni per voi. Mai e poi mai si sogna troppo. Non c’è età per sognare… – afferma Papa Francesco – Sognate, e sognate in grande!”. Non abbiate paura di diventare artigiani di sogni e di speranza“.

Ed è con le parole di una poesia di Jacques Brel, cari giovani, che

“Vi auguro sogni a non finire

e la voglia furiosa di realizzarne qualcuno.

Vi auguro di amare ciò che si deve amare

e di dimenticare ciò che si deve dimenticare.

Vi auguro passioni,

vi auguro silenzi,

vi auguro il canto degli uccelli al risveglio

e le risate dei bambini.

Vi auguro di rispettare le differenze degli altri

perché il merito e il valore di ognuno spesso è nascosto.

Vi auguro di resistere all’affondamento,

all’indifferenza, alle virtù negative della nostra epoca.

Vi auguro di non rinunciare mai alla ricerca,

all’avventura, alla vita, all’amore,
perché la vita è una magnifica avventura e niente e nessuno può farci
rinunciare ad essa, senza intraprendere una dura battaglia.

Vi auguro soprattutto di essere voi stessi,

fieri di esserlo e felici,

perché la felicità è il nostro vero destino”.

Vi auguro, infine, di essere santi, come Don Bosco, lì dove siete, vivendo le cose ordinarie in modo straordinario…

L’Ispettrice

Suor Maria Pisciotta

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