Cos’è una narrazione se non far emergere dal racconto di un’esperienza il clima affettivo, in cui i protagonisti sono stati immersi. In questo articolo, scritto dalla giovanissima animatrice salesiana Miriam D’Aleo, emerge tutta la creatività di una Comunità educante che si è preparata e ha vissuto le celebrazioni in onore di don Bosco facendo esperienza della cosa più bella…Ma bisogna arrivare fino alla fine per scoprire di cosa si tratta.
di Miriam D’Aleo
Gioia, fermento, sorrisi, preghiera, musica…questi sono stati gli ingredienti che hanno dato colore alla festa di Don bosco all’oratorio di Mazzarino.
Nonostante il Covid-19 tante attività sono state organizzate per grandi e piccini durante questa settimana tutta salesiana!
Il 25,26 e 27 gennaio, sono stati giorni dedicati interamente ai giovani per entrare nel mood salesiano e vivere al meglio il triduo. Ognuna di queste tre giornate è stata accompagnata da un hashtag.
Martedì 25 l’hashtag #hopeandplay è stato il tema dell’animazione per i bambini e ragazzi della PGS. Dopo una partita i giovani atleti si sono recati in oratorio dove hanno trovato gli animatori pronti ad accoglierli per presentargli la vita di Don Bosco e ovviamente per giocare e condividere la merenda con loro.
Mercoledì 26 gennaio è stato un pomeriggio interamente dedicato ai bambini del doposcuola, l’hashtag è stato #haveadream, i piccoli hanno fatto un passo indietro nella vita di Don Bosco ascoltando il sogno dei 9 anni e poi sfidandosi con un quiz.
La terza giornata formativa invece è stata indirizzata agli animatori, il pomeriggio è stato accompagnato dall’ hashtag #makethedream, realizza/fai il sogno, infatti i ragazzi guardando qualche minuto del film su Giovannino Bosco hanno compreso quanto sia bello mettere a disposizione i propri talenti per gli altri, non lasciare indietro nessuno, ma soprattutto ricordarsi del perché si è animatori SALESIANI e non animatori qualsiasi, insomma hanno davvero compreso che “l’educazione è cosa di cuore” e lo hanno provato sulla loro pelle, sia preparando attività per i più piccoli che come destinatari.
Il 28 gennaio è iniziato il triduo, le celebrazioni sono state animate dai giovani del CGS (circoli giovanili socioculturali) di Mazzarino. Le serate hanno avuto come filo conduttore la frase “renditi umile forte e robusto”, espressione che ha accompagnato la vita di San Giovanni Bosco e che in parte racchiude quello che è il carisma salesiano.
La prima sera, dedicata ai bambini e agli educatori del doposcuola, ha celebrato la messa don Alfredo Calderoni,Sdb. La parola principale è stata Umile, assumere l’atteggiamento del contadino paziente e costante, rendere fertile il terreno in cui si cresce e seminare semi di speranza, gioia, misericordia.
L’oratorio stesso è un terreno buono, ubertoso, perché è pieno di contadini, persone che si prendono cura degli altri e fanno crescere i semi affinché nulla vada perduto.
Giorno 29 invece, i bambini del catechismo hanno conosciuto la figura di Don Bosco ascoltando la storia della sua vita e soprattutto giocando! La celebrazione di pomeriggio è stata animata dalle ex allieve, ha celebrato Don Dario Spinella, Sdb che ha ripercorso la vita di Don Bosco soffermandosi su quelle che sono state le difficoltà che il piccolo Giovannino ha dovuto affrontare.
Come ha potuto un giovane con un’infanzia e adolescenza così difficile diventare il santo che conosciamo oggi? Grazie a mamma Margherita che gli ripeteva sempre:”fidati di Gesù” e lo ha fatto…ha messo la sua vita con dolori e sofferenze nelle mani di Cristo e si è speso per i giovani, proprio lui, Don Bosco, che aveva provato il dolore di crescere senza un padre e ha visto morire Don Calosso che era come un padre…diventa padre di tutti i Giovani.
Domenica 30, durante la messa delle undici, celebrata da Don Valerio Sgroi, c’è stato l’affidamento dei bambini all’intercessione di Don Bosco mentre durante la messa delle 19, celebrata da don Alberto Anzalone, la consulta di pastorale giovanile di Mazzarino ha affidato tutti i giovani del paese.
La parola centrale è stata “robusto”. Sicuramente Don Bosco direbbe di essere robusti nella fede, di avere i piedi ben piantati nella terra che è Gesù, e ricordarsi di “camminare con i piedi per terra e con il cuore abitare il cielo”. La robustezza ci dice questo, di non spezzarci nonostante le difficoltà della vita.
Crescere in comunità proprio come la banda dell’oratorio di Don Bosco, dove ognuno segue la propria partitura, ma insieme esce fuori una splendida melodia e anche perché “un oratorio senza musica è come un corpo senz’anima”.
Giorno 31 finalmente è arrivata la festa tanto attesa! La Celebrazione Eucaristica animata dalla “PGS Volley Stars” è stata presieduta da Don Giuseppe D’Aleo (Vicario Foraneo) e concelebrata dai sacerdoti della città di Mazzarino.
Una celebrazione che ha voluto raggiungere tutti anche gli adulti…non essere degli eterni “Peter Pan” ma essere dei GRANDI con cui ci si può confrontare e anche scontrare per crescere, formarsi e magari trovare anche dei punti di riferimento.
A fine celebrazione, la direttrice Sr Giovanna Vicari ha ringraziato tutti coloro che durante il cambio della sede dell’oratorio hanno dato il loro contributo; mentre il sindaco il Dott. Vincenzo Marino ha espresso il suo augurio per un nuovo inizio in oratorio e il suo impegno a favore della realtà giovanile. Sono state giornate intense, cariche di emozioni ma la cosa più bella è stato assaporare quel “felici nel tempo e nell’eternità” che ancora dopo tempo rimbomba nei nostri cuori.
2 risposte
Una grande gioia ha invaso il mio cuore nella lettura di questo programma svolto dai giovani di Mazzarino per la festa di S Giovanni Bosco.Complimenti ed Auguri a tutti voi collaboratori.w la gioventù salesiana di Mazzarino. Vincenza Morgana
Grazie Vincenza per questo messaggio di incoraggiamento e per aver condiviso la tua gioia