Sono passati già parecchi giorni dall’inizio della guerra. Come Figlie di Maria Ausiliatrice attraverso le tre comunità in Ucraina e quelle più vicine della Polonia e della Slovacchia siamo presenti in maniera attiva per fare quanto più possibile per donne, bambini e tutta la popolazione succube di questo conflitto.
La macchina organizzativa è partita da subito e la sede centrale delle FMA a Roma ha avviato una campagna di raccolta fondi che sta coinvolgendo tutte le comunità educanti sparse nel mondo. Oggi più che mai è necessario coordinare per non disperdere aiuti preziosi e per la tempestività della risposta. (Qui per maggiori informazioni)
L’ispettrice delle FMA di Sicilia, sr Angela Maria Maccioni, ha inviato tempestivamente a tutte le comunità una lettera in cui sollecita a fare rete con la Caritas o altre organizzazioni e dare disponibilità nell’accoglienza soprattutto di donne e bambini. Il tutto è coordinato dalla Vicaria ispettoriale, sr Maria Ruta, che ha già predisposto un quadro completo e dettagliato con le possibilità di accoglienza che tenga conto anche dei processi di inserimento e integrazione necessari.
Intanto dalla Comunità di Messina don Bosco, che ha dato disponibilità per l’inserimento scolastico e le attività pomeridiane ai bambini che verranno accolti e che è punto di raccolta di beni, sr Clelia La Placa racconta dell’esperienza con i giovani del Movimento Giovanile Salesiano zonale.
di Clelia La Placa
Anche il movimento Giovanile Salesiano di Messina non rimane indifferente alla tragedia che in questo momento sta colpendo la popolazione ucraina.
Nella serata di martedì 8 marzo alcuni ragazzi, salesiani e salesiane si sono resi disponibili per dare una mano alla Parrocchia Ortodossa San Giacomo Apostolo il Maggiore, che si prepara ad accogliere donne e bambini dell’Ucraina e che ha già raccolto beni di prima necessità.
I giovani sono stati contattati principalmente per smistare la tanta provvidenza arrivata grazie alla generosità delle persone, che di fronte a questa emergenza non è rimasta sorda.
Tre i punti di smistamento, in quella che in “circostanza normali” è la chiesa e il luogo di culto degli ortodossi, uno per i vestiti gli altri per cibo e medicine.
Appena arrivati i volontari, muniti di guanti e mascherina, si sono subito messi al lavoro e in un clima di perfetta armonia cattolici e ortodossi insieme hanno vissuto ore di lavoro a servizio dei più bisognosi.
È stata sicuramente una forte esperienza di dono di sé e del proprio tempo; un’esperienza di fatica per cercare di preparare al meglio e con la massima cura i vari pacchi per persone che forse non conosceremo mai; un’esperienza che sicuramente ha aiutato tutti a comprendere l’importanza di non dare nulla per scontato, ad allargare lo sguardo verso l’altro.
Ketty ed Evelin due giovani dell’oratorio di Valle degli Angeli di Messina, che hanno aderito all’iniziativa scrivono:
«Quando si fa del bene o ci si mette a servizio dell’altro, in questo caso del più bisognoso, ci fa sempre stare bene…perché è un modo alternativo di dare lode al Signore e di dimostrargli il nostro amore. In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me (Mt 25,40)».
Queste poche ore della nostra giornata vissute all’insegna del servizio verso chi più in questo momento ha bisogno sono state molto dense. Speriamo che tutta questa sofferenza un giorno possa finire. Da cristiani abbiamo la certezza che l’amore è più forte del male.
La serata si è conclusa con un momento di preghiera insieme, cattolici e ortodossi. I responsabili hanno pensato di vivere questi momenti accompagnati da una Via Crucis i cui commenti sono tratti dall’Enciclica Fratelli tutti.
Con i giovani del MGS di Messina insieme ai confratelli salesiani saremo presenti offrendo il nostro servizio due volte a settimana, il martedì e il venerdì sera.









