Figlie di Maria Ausiliatrice | Sicilia

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Cultura vocazionale oggi. Quali sfide e prospettive del futuro?

Dalla Teologia alla Teofania alla Teopatia…

Si è concluso a Roma l’incontro annuale a cui partecipano le ispettrici d’Italia, le commissioni nazionali (comunicazione, economia, formazione, pastorale) e le delegate/referenti nazionali delle associazioni. L’incontro ha avuto come obiettivo quello di approfondire una delle scelte che ha accompagnato il cammino della CII in questi tre anni:  assumere la dimensione vocazionale, cuore, della nostra missione.

[lg_slideshow folder=”CII/Linee Animazione Vocazionale (Marzo 2012)/”]    

  Come creare sempre più cultura vocazionale?

Questa  la domanda di fondo e impegno di lavoro insieme tra gli ambiti, ha ribadito  sr Anna Razionale  (presidente CII), al cui  centro vi è la missione e che si è concretizzata in queste giornate con la consegna – da parte della commissione di pastorale – delle linee di animazione vocazionale delle FMA in Italia dal titolo “Qualcosa di immensamente bello”. Forte la provocazione di padre Amedeo Cencini di passare dalla dinamica della perseveranza a quella della fedeltà in una vocazione che per ciascuna dovrebbe essere mattutina nel senso che ha la priorità su tutto. La cultura vocazionale sfugge alla logica dell’emergenza e va nell’orizzonte di senso che le è proprio (teologia), si traduce nella manifestazione concreta nel quotidiano delle nostre relazioni (teofania) di Dio, fin al punto di provare i medesimi sentimenti di Cristo (Teopatia). Questa è la prospettiva che, secondo padre Cencini, dovrebbe evitare ad ogni consacrato/a di iniziare quel percorso su un piano inclinato che conduce alla mediocrità. Le linee di animazione vocazionale costituiscono il punto di partenza e dovrebbero sfociare in una prassi in cui la pedagogia, che ci è propria come FMA, abbia la parte da leone fino al punto di essere mistagogia.  La Madre, sr Yvonne Reungoat,  nel messaggio di buona notte, ha dato notizie di speranza sottolineando che siamo alla presenza di un leggero risveglio vocazionale ed ha esortato ogni FMA a continuare a vivere la propria vocazione puntando sempre al rialzo. “Dobbiamo, sono parole della Madre, reinnamorarci della nostra vocazione, che non offre una felicità a basso costo e non richiede un impegno di basso profilo”. Facciamo nostre le parole di una Madre che esige un cammino di santità per le proprie figlie perché si possa diffondere una cultura vocazionale autentica.

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