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Incontro consigli ispettoriali FMA-SDB

Disegnare nuove mappe di speranza

Catania, 24 novembre 2025

Ha avuto un tono formativo, attorno alla Lettera Apostolica di Papa Leone XIV Disegnare nuove mappe di speranza, l’incontro tra i Consigli ispettoriali FMA ed SDB. A guidare il momento Alessandra Smerilli, Figlia di Maria Ausiliatrice e Segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano e Integrale.

La Lettera Apostolica intercetta pienamente il nostro carisma e rappresenta per tutta la Chiesa e, in particolare per noi, un appello a cui siamo chiamati a rispondere. Nel documento si ribadisce che l’educazione forma la trama stessa dell’evangelizzazione. Si potrebbe dire che la lettera rappresenta un continuo riferimento al motto educare evangelizzando ed evangelizzare educando. Ogni generazione ascolta il vangelo come novità che rigenera e ogni generazione è responsabile del vangelo e della novità che contiene.

Sr Alessandra Smerilli ha evidenziato tre elementi chiave del documento: la coralità dell’azione educativa, l’educazione integrale e la centralità della persona, l’ambiente educativo.

L’ Educazione cristiana, infatti, è un’opera corale, nessuno educa da solo. Da tale affermazione ne consegue che se un’opera è corale ci deve essere condivisione di un metodo e non ci devono essere stonature. L’unità tra chi ha compiti di responsabilità, il rispetto dei ruoli sono già in sé messaggi educativi in quanto contribuiscono a creare spazi di progettualità condivisa e ambienti in grado di rispondere alla complessità contemporanea. Questo implica un cambio culturale e un sistema organizzativo in cui ci si dà per prima cosa del tempo per pensare, per riorganizzarsi attorno alla domanda su chi siamo chiamati ad essere e cosa siamo chiamati a fare nel servizio che ci è stato affidato nella Chiesa.

Nel suo intervento caratterizzato da un tono narrativo ed esperienziale, sr Alessandra, ha evidenziato l’importanza di saper intercettare il bisogno di interiorità che emerge nei cambiamenti sociali in corso. Due le sfide prioritarie, percorsi di vita interiore e creatività pastorale per abitare i nuovi spazi digitali.

Guardare alle rotte migratorie potrebbe essere una prospettiva lungimirante da cui partire per Disegnare nuove mappe di speranza attraverso la nostra azione educativa.

Facendo riferimento alla sua ricca esperienza sr Alessandra ha ribadito l’importanza di un metodo che renda le organizzazioni che hanno compiti di accompagnamento e di governo che si fondi sull’ascolto della realtà locale, la ricerca e la comunicazione. Mettersi in ascolto per comprendere cosa in una data realtà è più pregnante. Questo implica avere strutture con una progettualità che tiene in conto di dover cambiare rotta davanti alle “nuove” chiamate del Signore.

In questa prospettiva, siamo chiamati a ripensare i nostri ambienti educativi come spazi “h24”, immersi in un clima relazionale generativo, non semplici strutture, ma spazi abitati da una presenza educativa attenta, capace di ascoltare, discernere e orientare.

È questo lo sguardo che ci viene chiesto per ridisegnare nuove mappe di speranza, perché solo dove c’è un ambiente vivo e condiviso può germogliare un cammino autentico.

Come affermò papa Benedetto XVI in un messaggio ai partecipanti al XXVI CG, senza educazione non c’è evangelizzazione duratura e profonda. L’educazione rimane il terreno concreto in cui la fede mette radici, si incarna e si trasmette. Per questo il nostro impegno, come Famiglia Salesiana, è quello di continuare a costruire contesti significativi in cui le persone possano crescere, scoprire il Vangelo come novità che rigenera e diventare protagoniste di un futuro possibile.

Disegnare nuove mappe di speranza significa allora assumere un metodo fatto di ascolto, ricerca e comunicazione; significa lasciarsi provocare dalle sfide del presente e lavorare insieme, in coralità, affinché ogni giovane possa trovare un luogo dove sentirsi atteso, accompagnato e amato. Così la nostra missione continuerà ad essere feconda per la Chiesa e per il mondo.

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