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“I semi della speranza”: un campus che coltiva vita, futuro e conversione ecologica all’Istituto Maria Ausiliatrice

di Sonia Lattuca

Si è concluso presso l’Istituto Maria Ausiliatrice di Palermo il campus estivo “I semi della speranza”, un’esperienza educativa che ha lasciato un’impronta profonda nel cuore di tutti i partecipanti.

Dodici bambini e bambine, tra giochi, laboratori e momenti di relazione autentica, hanno vissuto giorni intensi e significativi, all’interno di un percorso pensato per coltivare molto più che conoscenze: relazioni, identità e vocazioni personali.

Ideato e realizzato con passione e cura, il campus è stato reso possibile grazie alla guida illuminata di Suor Siragusa Maria Lucia, direttrice dell’Istituto, che con sguardo attento e cuore salesiano sta tracciando una rotta educativa nuova: una scuola che non si limita a trasmettere nozioni, ma che accompagna la vita, nutrendola di valori, consapevolezza e sogni concreti.

Al centro di questo cammino educativo c’è un riferimento forte e chiaro: il messaggio del Vangelo, vissuto ogni giorno attraverso l’accoglienza, la cura, la valorizzazione dei talenti e la costruzione paziente di cammini personali.

Il campus ha preso ispirazione dalle Beatitudini, che hanno orientato riflessioni, gesti e scelte quotidiane, offrendo una chiave di lettura profonda sul senso del vivere insieme e della speranza.

Un riferimento speciale è stato anche il racconto “L’uomo che piantava alberi”, che ha fatto da filo narrativo all’intero percorso, stimolando nei bambini il desiderio di essere “seminatori di speranza” nel mondo, proprio come il protagonista che, con pazienza e perseveranza, trasforma il deserto in foresta.

Un’immagine potente, che si intreccia con il richiamo alla conversione ecologica integrale, espresso nella delibera del Capitolo Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice e vissuto concretamente in diverse attività.

Infatti, al di là del gioco e della creatività, il campus ha voluto offrire ai bambini una vera educazione alla cura del creato e alla giustizia sociale, attraverso piccole scelte quotidiane: l’attenzione alla spesa, la lotta allo spreco, il rispetto per la natura, la sensibilità verso chi è nel bisogno.

Ogni gesto è stato occasione per far crescere uno sguardo nuovo sulla realtà, più consapevole e responsabile.

Indimenticabili i momenti di spiritualità vissuti all’aperto: la preghiera in spiaggia all’alba, i tempi di riflessione, il dormire in tenda, esperienze semplici ma profonde che hanno avvicinato i bambini alla bellezza del creato e a un contatto più essenziale con Dio.

Significativa anche la celebrazione della Santa Messa in parrocchia, la presenza di Don Antonino Bruno, che ha benedetto la cucina e soprattutto i bambini, e l’affidamento dei piccoli alla comunità parrocchiale, segno di una Chiesa che accoglie e accompagna.

È proprio questo spirito che ha animato il campus “I semi della speranza”: accompagnare i bambini in un’esperienza che lascia il segno, che li invita a mettersi in gioco, a scoprire la bellezza dell’impegno, della comunità, del dono di sé.

Un’educazione che prepara alla vita reale, fatta di sfide ma anche di gioie profonde, coltivate giorno dopo giorno.

Attraverso attività ludiche, creative e formative, i bambini hanno avuto la possibilità di esprimersi liberamente, sperimentarsi, relazionarsi e soprattutto essere visti, ascoltati, riconosciuti.

Ognuno, con la propria unicità, ha contribuito a creare un ambiente ricco di senso, dove ciascuno è stato protagonista, mai spettatore.

Un elemento di valore è stato il coinvolgimento partecipe ma discreto delle famiglie: i genitori hanno accolto la proposta con entusiasmo e fiducia, lasciando che i loro figli vivessero in autonomia questa esperienza, pur seguendoli con lo sguardo e con il cuore.

È emersa, così, una comunità educativa reale, fondata sull’alleanza tra scuola, famiglia e presenza religiosa.

In particolare, si segnala il prezioso contributo di Sonia Lattuca, mamma attenta e partecipe, e delle nonne Annalisa Cusimano ed Enza Meli, la cui presenza discreta ma affettuosa ha incarnato concretamente la rete di affetti che sostiene la crescita dei più piccoli.

Le suore dell’Istituto, con la loro presenza costante e materna, hanno arricchito ogni giornata, rendendo il clima sereno e familiare.

“I semi della speranza” non è stato solo un nome: è stata una promessa mantenuta.

Abbiamo visto quei semi germogliare in dodici piccoli cuori, ciascuno con il proprio ritmo e colore.

Abbiamo assistito a gesti di gentilezza, coraggio, entusiasmo e solidarietà, che ci confermano che l’educazione è davvero un atto di fiducia nel futuro.

Questa esperienza merita di essere condivisa come testimonianza viva del carisma salesiano e dell’appello di Papa Francesco: educare giovani capaci di dire un “Sì” pieno, vero, responsabile, anche se faticoso, perché radicato nel bene.

Un sì che li renderà donne e uomini liberi, felici e capaci di speranza.

Alla fine del percorso, i bambini e le bambine hanno lasciato l’Istituto con una promessa nel cuore: prendersi cura, con amore e attenzione, dei semi che Suor Siragusa Maria Lucia ha donato loro.

Semi di senso, di coraggio e di bellezza, che nel tempo daranno frutti buoni.

E che oggi sono anche germogli di un cammino concreto verso una conversione ecologica integrale, secondo il cuore di Don Bosco e di Madre Mazzarello.

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