Figlie di Maria Ausiliatrice | Sicilia

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Appunti di esperienze

Il 24 di ogni mese per tutte le Comunità educanti delle FMA nel mondo è un giorno particolare, è la commemorazione mensile di Maria Ausiliatrice. Si celebrano messe, si organizzano incontri, attività per sottolineare come Maria sia la pietra miliare della nostra opera educativa.

Nella comunità Maria Ausiliatrice di Catania le Exallieve, i Cooperatori, i membri dell’ADMA e quanti sono vicini al carisma salesiano si ritrovano insieme per celebrare l’Eucaristia. Sicuramente ciò che muove ad essere fedeli a questo incontro è l’amore a Maria, ma anche la forza di un ricordo indelebile di esperienze che segnano per sempre la vita di ciascuno di noi.

Ogni buona esperienza riscalda il cuore e muove a far del bene e allora perché non farla diventare testimonianza, racconto? Quella di Maria Vasta è la prima, speriamo, di una serie di storie di esperienze personali del carisma salesiano nelle nostre comunità. Non si legga con sentimenti nostalgici, altri tempi e altre condizioni storiche, economiche e sociali, altre modalità di fare pastorale, ma sia un riportare alla memoria del cuore in prospettiva di futuro. Anche questa una semplice modalità per celebrare il 150° della nascita dell’Istituto delle FMA. L’appuntamento sarà il 25 di ogni mese, il giorno dopo alla commemorazione del 24.

di Marica Vasta

Ho accolto con piacere l’invito a raccontare la mia esperienza di alunna e di docente presso l’Istituto Maria Ausiliatrice di Catania.

Tanti ricordi, mentre mi accingo a scrivere, si affollano nella mia mente…

I lunghi corridoi, le aule soleggiate, il silenzio raccolto della cappella dove troneggia la statua dell’Ausiliatrice, il rimbombo delle voci nel cortile sono immagini impresse nella memoria… luoghi che hanno segnato tappe fondamentali della mia vita.

Tra di essi ho trascorso l’adolescenza, la giovinezza, ho coltivato il germe della mia vita lavorativa, ho deposto il bouquet di nozze e ho partecipato la gioia della nascita dei miei due figli.

Ma andiamo con ordine…

Figlie di Maria Ausiliatrice Catania

Ho iniziato a frequentare l’Istituto da ragazzina, avevo 14 anni e a 18 ho conseguito il diploma…un anno di pausa ed eccomi maestra di una prima elementare.

Sento ancora oggi l’emozione del primo giorno di scuola, tanti occhietti vispi un po’ smarriti che mi fissano, “teneri virgulti” che mi vengono affidati dalle mamme trepidanti che ripongono la loro fiducia in me…

Passano cinque anni…le bimbe sono cresciute ed io con loro! Le mie alunne sono pronte ad affrontare l’esame di quinta elementare ed io, che ho già conseguito la laurea, sarò la loro insegnante di Lettere alla scuola media!

Questa è stata sicuramente una delle occasioni più significative della mia carriera lavorativa, durante la quale ho potuto accompagnare, dall’infanzia all’adolescenza, ciascuna alunna nel percorso di formazione umana e culturale uniformandomi allo stile di vita e agli insegnamenti ricevuti.

Certamente le parole, i consigli delle mie insegnanti nel mio iter scolastico, l’approfondimento del sistema preventivo di Don Bosco, la conoscenza della vita e delle opere di Madre Mazzarello hanno forgiato la mia crescita interiore e hanno imperniato il mio stile di vita sia nella quotidianità come figlia, moglie e madre, sia nella vita lavorativa al di fuori dall’istituto sin da quando ho intrapreso l’insegnamento presso la scuola statale.

Marica Vasta con le alunne

I tre pilastri del sistema preventivo di Don Bosco, ragione, religione, amorevolezza, hanno orientato il mio metodo educativo in famiglia e a scuola inducendomi sempre ad un dialogo aperto e costruttivo con tutti.

Nei lunghi anni trascorsi all’interno dell’Istituto tante sono state le F.M.A. che hanno lasciato in me un’impronta indelebile… potrei citarne tante, ma la lista sarebbe troppo lunga!

Desidero ricordare due figure carismatiche: Sr. Antonietta Cordova e Sr. Maria Garaffo che sono state per me modello di vita, di disponibilità, di coerenza, di affabilità e di professionalità.

Ora vivo la mia pensione dall’ attività lavorativa nella fiducia che il mio operato, anche se in minima parte, abbia contribuito a creare “buoni cristiani e onesti cittadini”

Ma “la pensione” non arriva per chi, come me, ancora oggi è un’associata dell’Unione delle exallieve delle F.M.A.

Essere exallieva significa infatti continuare incessantemente a testimoniare il messaggio evangelico ed essere portatrici dello stile di vita e di azione dei nostri Santi fondatori inserendoci con zelo nel territorio e promuovendo la cultura della vita e della solidarietà.

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