di Redazione

«Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù». Per chi ha accolto il dono della consacrazione religiosa questa espressione della seconda lettera ai Filippesi è un punto centrale della propria dimensione esistenziale.
Se il principio di tale esortazione è chiaro e condivisibile da tutti è ancor più vero che le circostanze della vita ci mostrano come tale processo di adesione totale a Cristo ha bisogno di essere accompagnato, custodito, rinvigorito da varie dimensioni formative.
Al numero 65 del documento Vita Consecrata troviamo alcune indicazioni sia sulla responsabilità che sulle caratteristiche della formazione.
«Dire «sì» alla chiamata del Signore assumendo in prima persona il dinamismo della crescita vocazionale è responsabilità inalienabile di ogni chiamato, il quale deve aprire lo spazio della propria vita all’azione dello Spirito Santo; è percorrere con generosità il cammino formativo, accogliendo con fede le mediazioni che il Signore e la Chiesa offrono. La formazione dovrà, pertanto, raggiungere in profondità la persona stessa, così che ogni suo atteggiamento o gesto, nei momenti importanti e nelle circostanze ordinarie della vita, abbia a rivelarne la piena e gioiosa appartenenza a Dio. Dal momento che il fine della vita consacrata consiste nella configurazione al Signore Gesù e alla sua totale oblazione, è soprattutto a questo che deve mirare la formazione. Si tratta di un itinerario di progressiva assimilazione dei sentimenti di Cristo verso il Padre».
Questo è il nucleo tematico del secondo incontro formativo per le Figlie di Maria Ausiliatrice fino a 15 anni di professione religiosa, che si è svolto in casa ispettoriale dal 17 al 18 gennaio 2022. L’approfondimento del tema è stato accompagnato da Don Carlo Maria Zanotti mediante una relazione dal titolo La formazione del cuore in Madre Mazzarello e una lectio divina sull’Inno alla Carità di San Paolo.
Nel suo saluto iniziale l’Ispettrice, sr Angela Maria Maccioni ha ricordato che essere in cammino verso una progressiva e totale configurazione a Cristo è rispondere alla chiamata a vivere un’interiorità e cioè un’intimità relazionale con Gesù, che per noi salesiane vuol dire avere a cuore i giovani. Così è stato per Madre Mazzarello donna dal cuore buono, un cuore radicato e orientato a Cristo.
Citando sr Eliana Petri don Carlo ha sottolineato come «il segreto della vita di Maria Domenica si racchiude nel suo cuore di madre. Madre: una parola che evoca dono, generatività, cura attenzione, dedizione, crescita, finestra spalancata al cuore di Dio Padre e alle sorelle e giovani che le vengono affidate».
In questa prospettiva il tempo della formazione del cuore è ADESSO, ORA. E così come Madre Mazzarello scrive nella lettera 37
facciamo il bene finché siamo in tempo. Non scoraggiatevi mai per qualunque difficoltà che possiate incontrare. Dite sempre: Gesù deve essere tutta la nostra forza!
Madre Mazzarello
Se vuoi approfondire la figura di Madre Mazzarello qui sotto trovi il link al video di un incontro formativo di Eliana Petri dal titolo Madre Mazzarello: “un cuore grande e generoso”. La sua maternità educativa ci interpella