di Alessandra Consiglio
Quando sei tanto triste, ti capita di pensare che tutto va male. Che la vita è orribile e piena di cose brutte, di persone cattive, di ingiustizie e di giornate buie e nuvolose. Gli immigrati muoiono in mare, i bimbi vengono uccisi, a volte anche dalla fame o dalle persone care. Ci sono le malattie, la pandemia e i novax, i pedofili, le guerre, le calamità naturali e quelle provocate dall’uomo…
Se ti fermi un attimo a pensare, veramente viene da cercare un motivo per continuare a credere nella vita.
Poi arriva una giornata di sole, c’è una stanza illuminata piena di scatole colorate, entri in quella stanza e la vita ti sbatte in faccia quello che filosofi e poeti ripetono dall’alba dei tempi: c’è l’odio ma c’è anche l’amore. C’è la tristezza ma c’è anche la felicità.
Nei giorni in preparazione al Natale un motivo per credere ancora nella vita, ce lo hanno dato i bimbi della scuola elementare di Cammarata. Hanno risposto all’appello delle scatole di Natale e ne hanno portate tantissime, colorate, coi bottoni, coi nastrini, coi cuoricini, rosse, rosa, azzurre… Fatte con quell’amore che serve per andare avanti nonostante tutto.
L’iniziativa delle scatole di Natale rientra in una serie di attività portate avanti dalla comunità educante di Cammarata per minori stranieri non accompagnati e volte all’integrazione dei minori nella comunità cittadina e alla sensibilizzazione nei confronti dell’accoglienza e della solidarietà. Trae spunto dall’omonima iniziativa avviata nel 2020 a Milano e riproposta anche quest’anno con grande successo. Si tratta di prendere una scatola da scarpe e riempirla con “una cosa calda, una cosa golosa, un passatempo, un prodotto di bellezza e un biglietto gentile”. Poi la scatola si chiude, la si decora e si scrive per chi è destinata: uomo, donna o bambino (con relativa fascia d’età per i bambini). Scatole di Natale
Le cose brutte restano, lo sappiamo, non se ne vanno. Ma restano pure le cose belle: i bimbi, l’amore, gli animali, la scuola che insegna ad amare e ad aiutare, le giornate di sole, l’accoglienza, la solidarietà e le scatole di Natale.
Grazie ai bimbi e alle maestre delle classi prima, quarta e quinta del plesso Don Bosco e quinta del plesso nuovo, non avete fatto un regalo solo a chi ha bisogno di quelle scatole, ma avete fatto un regalo a tutti noi.
Grazie a loro e a tutte le altre persone che hanno portato le loro scatole.
Grazie anche ai ragazzi della nostra Comunità che, insieme all’equipe educativa, hanno portato e continuano a portare avanti questa attività di sensibilizzazione alla solidarietà e all’empatia nei confronti dei meno fortunati.
Grazie dall’Istituto Maria Ausiliatrice Longo di Cammarata e dalla Caritas.

