di Alessandra Consiglio
Siamo davvero tutti connessi.
E non mi riferisco ai social e alla connessione internet.
Siamo connessi perché abitiamo lo stesso pianeta, respiriamo la stessa aria e godiamo insieme delle meraviglie della natura. Chi più, chi meno, certo.
Non si decide se nascere in un posto bellissimo e poco inquinato o nascere dove tutto è distrutto dall’uomo e dalla sua voglia di potere e di soldi.
Non possiamo decidere se nascere in un paese dove c’è democrazia o dittatura, dove c’è guerra o pace, dove c’è ricchezza o povertà. Questo ci accomuna tutti: non decidiamo dove e come parte la nostra vita. Alcuni di noi non possono decidere neanche che direzione dare alla loro vita, in base al posto in cui nascono, perché costretti dalle circostanze a seguire un percorso segnato.
Ma siamo connessi, nonostante le diversità, perché è su questa Terra che dobbiamo vivere.
Vivere, amare, pregare, mangiare, respirare, ringraziare per quello che ci è stato dato e combattere per quello che ci è stato tolto.
Lo sa anche (e soprattutto direi) Papa Francesco che siamo tutti connessi dal destino della Terra, dal benessere dell’ambiente e lo spiega benissimo nella sua enciclica “Laudato sì”, che ha dedicato proprio all’ambiente e alle azioni necessarie per salvarlo. “L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune. Desidero esprimere riconoscenza, incoraggiare e ringraziare tutti coloro che, nei più svariati settori dell’attività umana, stanno lavorando per garantire la protezione della casa che condividiamo. Meritano una gratitudine speciale quanti lottano con vigore per risolvere le drammatiche conseguenze del degrado ambientale nella vita dei più poveri
del mondo. I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi.”
E da quella enciclica, come una cascata sono venuti fuori tantissimi progetti omonimi che vogliono combattere per l’ambiente e per la nostra “casa comune”.
Lo sa l’Europa che siamo connessi e per questo che ha creato il programma Life, che dà voce e finanziamenti a tutti coloro che vogliono fare qualcosa per l’ambiente, così sono nati i progetti Life che, ad esempio, nel Parco delle Madonie cercano di salvare degli alberi in via di estinzione, di piantarne e ripiantarne tanti per far respirare ancora tutti, anche quelli che verranno dopo i nipoti dei nostri nipoti.
Lo sa anche la nostra piccola Comunità, l’Istituto Maria Ausiliatrice Longo, che siamo tutti connessi e pure il Sindaco di Cammarata, Giuseppe Mangiapane e tutti insieme vogliamo combattere per respirare ancora per tanto tempo aria buona e salutare.
Per questo e tanti altri motivi, giorno 5 dicembre il Comune ha dato in gestione ai ragazzi del nostro Istituto, l’area verde di Santa Maria. Perché noi siamo consapevoli di essere connessi con tutti e con la natura. E vogliamo contribuire ad aiutare la nostra “casa comune” per ringraziare il Creato, prima di tutto, e poi anche Cammarata che accoglie i nostri ragazzi, quelli nati in un posto che non hanno deciso e che non è facile da vivere come il nostro.
La nostra prima azione in questa area verde sarà piantare 5 alberi, donati (grazie al progetto Life) dal Parco delle Madonie. Sono alberi di una specie in via di estinzione, l’Abies Nebrodensis. La cui crescita e vitalità sarà monitorata dal nostro Istituto e comunicata annualmente al Parco delle Madonie.
Oltre a mantenere l’area pulita e fruibile a tutti i cittadini, le altre future azioni potremmo deciderle insieme. Siamo aperti a tutte le proposte dei cittadini che hanno il desiderio di fare qualcosa per l’ambiente.
Perché, come dice Papa Francesco, “Tutti possiamo collaborare come strumenti di Dio per la cura della creazione, ognuno con la propria cultura ed esperienza, le proprie iniziative e capacità.”


