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Per una vita consacrata viva e vivace 5 punti qualità

«Svegliate il mondo! Illuminatelo con la vostra testimonianza profetica e contro corrente». È un forte invito a essere testimoni credibili e incisivi nella società, la lettera apostolica che Papa Francesco ha indirizzato alle religiose e ai religiosi in occasione dell’apertura dell’Anno della Vita Consacrata, la prima domenica di Avvento.

Ecco 5 punti qualità indicati da Papa Francesco, perché la vita religiosa viva e sia vivace. Possono essere considerati come piste di riflessione, come schema di revisione di vita:

  1. “Voglio dirvi una parola, e la parola è gioia. Sempre dove sono i consacrati, i seminaristi, le religiose e i religiosi, i giovani, c’è gioia, sempre c’è gioia! E’ la gioia della freschezza, e la gioia del seguire Gesù; la gioia che ci dà lo Spirito Santo, non la gioia del mondo”.
  2. “Essere “coraggiosi” perché chi si sente amato dal Signore sa di riporre in Lui piena fiducia, potendo “come i vostri fondatori” aprire “vie nuove di servizio al regno di Dio”. La radicalità evangelica non è solamente dei religiosi”, ma “è richiesta a tutti”; anzi ai “religiosi” è chiesto anche di interrogarsi “su quello che Dio e che l’umanità di oggi domandano” e di “essere profeti che testimoniano come Gesù ha vissuto su questa terra”.
  3. “Possiamo domandarci: sono inquieto per Dio, per annunciarlo, per farlo conoscere? O mi lascio affascinare da quella mondanità spirituale che spinge a fare tutto per amore di se stessi? Noi consacrati pensiamo agli interessi personali, al funzionalismo delle opere, al carrierismo. Mi sono per cosi dire “accomodato” nella mia vita cristiana, nella mia vita sacerdotale, nella mia vita religiosa, anche nella mia vita di comunità, o conservo la forza dell’inquietudine per Dio, per la sua Parola, che mi porta ad “andare fuori”, verso gli altri?
  4. La bellezza della consacrazione è ‘uscire’, portare a tutti la vicinanza e la prossimità di Dio. I consacrati possono aiutare le persone a riscoprire la Chiesa come “casa di misericordia”, dove trovare ascolto e comprensione, consolazione e speranza. Solo così la vita consacrata diventa feconda, non si appiattisce anzi si rinnova di giorno in giorno e diventa sempre di più irradiazione della luce del Vangelo, emanazione dell’amore di Dio, diffusione della gioia interiore che solo Dio può davvero assicurare.
  5. Essere “donne e uomini di comunione”. La comunione si esercita innanzitutto all’interno delle rispettive comunità dell’Istituto. È «la “mistica” del vivere insieme», dell’accoglienza e attenzione reciproche, della comunione dei beni materiali e spirituali, della correzione fraterna, del rispetto per le persone più deboli».

L’Anno della VC può essere un’occasione per intraprendere il rinnovamento della vita del nostro Istituto nell’attuale contesto storico e in sintonia con le indicazioni del Documento Capitolare “Allargate lo sguardo. Con i giovani missionarie di speranza e di gioia”.

tratto da www.cgfmanet.org

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