di Redazione
Come Chiesa in Italia ci troviamo nel pieno del Cammino Sinodale. In questo clima il 5 febbraio si è svolto ad Alì Terme presso l’Istituto “Maria Ausiliatrice” il tavolo sinodale di avvio e presentazione del Cammino di formazione per Catechisti parrocchiali della zona jonica dell’Arcidiocesi di Messina, Lipari, S. Lucia del Mela.
A moderare l’incontro il diacono Giovanni Garufi alla presenza del Vicario Episcopale don Ettore Sentimentale, del Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano don Giuseppe Lonia e di suor Angela Maria Maccioni, ispettrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Sicilia.
Il percorso dal titolo “Catechisti consapevoli e Discepoli missionari al servizio dell’Evangelizzazione“ è stato pensato dalle Figlie di Maria Ausiliatrice della comunità di Alì Terme in collaborazione con l’Ufficio Catechistico Diocesano. Esso vuole essere una significativa risposta all’appello formativo avanzato, in comunione con i loro parroci, dai laici (in modo particolare catechisti) di tutta la zona jonica dell’Arcidiocesi.
Per noi FMA è un impegno che esprime a pieno la nostra identità carismatica, che sulle orme tracciate dalla Beata Maddalena Morano, riconosciuta patrona dei catechisti e degli educatori dell’Arcidiocesi, ci scuote a “dare nuovo impulso al primo annuncio di Gesù, all’evangelizzazione e alla formazione pedagogica pastorale, Catechetica e comunicativa, secondo la visione dell’ antropologia cristiana“.
L’itinerario formativo si innesta nel percorso ecclesiale sull’evangelizzazione e ha come punto di riferimento il motu proprio “Antiquum misterium” con cui papa Francesco nel 2021 ha istituito il ministero di catechista; e il recente “Direttorio per la catechesi” che valorizza il ruolo dei laici nella comunità e l’impegno responsabile.
Inoltre, è in perfetta sintonia con le scelte prioritarie individuate dal Capitolo Generale XXIV per i prossimi sei anni. Tra queste quella di dare nuovo impulso al primo annuncio di Gesù, all’evangelizzazione e alla formazione pedagogica, pastorale, catechetica e comunicativa, secondo la visione della antropologia cristiana.
L’Ispettrice, a cui è stato chiesto di affrontare il tema dell’importanza della Catechesi per le FMA, ha messo in evidenza come nel nostro ultimo Capitolo Generale si sia sentita forte la necessità di sottolineare il posto centrale e carismatico della formazione catechetica. E citando quanto scritto nell’ultima relazione sull’Istituto dall’attuale Madre emerita Yvonne Reungoat, ha ribadito come la catechesi sia: “un campo antico, caratteristico della missione dell’Istituto nella Chiesa, ma richiede innovazione, adeguamento ai tempi e ai linguaggi, alle attese dei nostri contemporanei.” Ciò evidenzia, conclude sr Angela Maria, come la nostra missione prioritaria sia essere nella Chiesa catechiste per vocazione.
L’azione catechistica nel carisma salesiano si declina in un ambito e uno stile specifico che è – ha affermato sr Angela Maria Maccioni – l’educazione integrale dei giovani e delle giovani nello stile del Sistema preventivo. Esso è una sintesi vitale di un metodo educativo, che si connota come spiritualità ed azione pastorale ed ha il suo modello in Cristo Buon Pastore. La catechesi, ha ricordato sr Angela Maria, è talmente connaturale con le origini della congregazione Salesiana che, quando don Bosco a distanza di anni voleva descrivere la sua opera, diceva che essa era sorta come un “semplice catechismo”.
A Mornese, prosegue l’Ispettrice, terra in cui il carisma salesiano al femminile ha avuto origine, tutta l’attività pastorale aveva la finalità di evangelizzare, di contrastare l’ignoranza religiosa, era forte l’esigenza di una promozione della cultura e mirava anche a porre rimedio ai problemi morali.
È stato scritto che don Pestarino, il direttore spirituale di Madre Mazzarello, “era creativo nel comunicare la fede ricorrendo non solo alla comunicazione orale nella forma tradizionale di domande e risposte, ma anche nelle sacre rappresentazioni, escogitava sempre nuove modalità per attirare l’interesse dei ragazzi e delle ragazze e per motivare lo studio del catechismo facendo leva anche sull’emulazione”.
Maria Domenica Mazzarello, la cofondatrice delle FMA, crebbe in questo clima, si trovò coinvolta in incontri attraenti, animati da gare, premiazioni, feste …e i valori che apprendeva al catechismo venivano vissuti, approfonditi e integrati in famiglia; il suo cammino di fede era ricco di esperienze di vita e di testimonianze.
Un altro elemento significativo nella formazione di Maria Domenica catechista – prosegue l’Ispettrice – fu sicuramente l’esperienza del suo prolungato contatto con la natura, lei aveva imparato a contemplare il creato, a ringraziare Dio come Creatore e come Padre Provvidente e questa esperienza rimane in lei.
Inoltre, Maria Domenica pur ispirandosi nella sua azione a don Pestarino e poi a don Bosco, dà il suo contributo intelligente e generoso. La sua particolarità è da ricercarsi nel suo impegno di inserire la catechesi in un progetto educativo che riceve dal messaggio cristiano significato e specificità, educa alla vita cristiana in una sintesi armonica di valori umani e divini, culturali e teologali. Secondo il suo progetto la priorità era quella di aiutare le ragazze a trovare gradualmente in Dio il significato dell’esistenza attraverso l’annuncio, l’esperienza della fede, la conversione del cuore, la celebrazione dei Sacramenti, la preghiera e la testimonianza della carità.
Qui in Sicilia la santità di Madre Morano ci spinge nella ricerca di nuove vie per proporre il messaggio cristiano, per riorganizzare l’apostolato con coraggio e competenza, inserendoci come FMA nel dinamismo della Chiesa che ci impegna ad annunciare il Signore Gesù.
Al termine dell’incontro il Vicario Episcopale ha evidenziato come dall’esperienza carismatica evidenziata da sr Angela Maria emerge una sfida chiara per la chiesa locale, cioè quella di una formazione che risponda al bisogno urgente di ri-motivare come presbiteri, laici e vita religiosa la nostra adesione al Signore partendo dalla Catechesi. “Ecco, Signore, manda me”, si tratta di una chiamata e davanti ad essa non si scappa conclude don Ettore Sentimentale.
Il direttore dell’Ufficio Catechistico diocesano ha posto l’accento sulla sfida del linguaggio, che interpella fortemente la nostra formazione. A tal proposito i catechisti presenti hanno evidenziato come sia importante la formazione in quanto occasione di confronto con gli altri.
Con un itinerario molto ben articolato tutti i catechisti della zona jonica si incontreranno, in condizioni di sicurezza, ogni II e IV domenica del mese.