Dall’esperienza alla conferenza e dalla conferenza alla vita. Questa la parabola che ha visto impegnate oltre 250 persone tra religiose e laici che, a Catania in casa ispettoriale, hanno partecipato al seminario della Comunità educante organizzato dall’ispettrice suor Anna Razionale e dal suo team.
Il grande contenitore “la conversione pastorale” ha raccolto riflessioni, esperienze interiori, auspici, fino a “confidare” il cammino con cui ciascuna interagisce con quelle dimensioni fondamentali che testimoniano “la bellezza di una comunità educante in cammino, come per esempio la dimensione della maternità o dell’accoglienza. Ossia – a detta del relatore salesiano don Carlo Zanotti – che spinge ogni comunità educante come suggerisce il CGXXIII a «passare da un’animazione e governo preoccupati soprattutto dalla gestione delle opere ad uno stile che ponga attenzione alla persona».
Parlare di “conversione pastorale” richiede in prima istanza dichiara don Zanotti – la necessità di una chiarificazione terminologica sul significato della parola ‘conversione’. Poi una riflessione sull’essenziale di ogni conversione. Ed infine alcune indicazioni coniugando “coversione e carisma”. Se «nella fede cristiana convertirsi è dare piena fiducia a Gesù Cristo come proprio Signore e Salvatore» la «conversione è sia un ‘evento’ che un ‘processo’. E, dunque vuol dire – sottolinea il relatore – che «è una cosa seria» così come lo è stato per l’apostolo Pietro. Cioè un itinerario di conversione i cui tratti essenziali sono, tra l’altro, «la libera e gratuita iniziativa di Gesù» oppure che «la conversione non è mai per se stessi» ma «è anche una chiamata ad uscire, a camminare verso l’universalità e la missione».
La seconda parte della riflessione è stata introdotta da una domanda: «La nostra pastorale, le nostre attività, sono capaci di generare, allattare, far crescere, correggere, alimentare, condurre per mano?». Tutto ciò – come ha detto l’ispettrice, suor Anna Razionale, sia nella preparazione del seminario come ad inizio e conclusione di esso richiede “dinamicità”. E, nell’orizzonte del Capitolo Generale XXIII tale dinamismo è la chiave di volta di una «pastorale convertita», come suggerisce Papa Francesco. In cui uno dei segni concreti potrebbe essere – a detta di suor Anna riprendendo alcuni indicatori emersi dai laboratori – la scelta di passare da un oratorio in casa gestito unicamente dalla famiglia salesiana ad un oratorio itinerante gestito anche con le risorse del territorio.
Il confronto nel laboratorio del pomeriggio a partire dal tema “La conversione pastorale alla luce dell’Evangelli Gaudium e della prospettiva carismatica” presentato da don Zanotti si è concretizzato mediante una vivace metodologia. Dalla elaborazione di un acrostico alla ricerca delle condizioni indispensabili per realizzare la conversione pastorale all’individuazione di due cambi di prospettiva da osare per il cammino ispettoriale e da tradurre, poi, nelle realtà locali. Questa linea di conduzione ha messo in dialogo e confronto l’assemblea prima nell’ascolto attento delle provocazioni e riflessioni del relatore e poi nella rielaborazione dei contenuti confrontandoli con l’esperienza.
A questo punto il Seminario apre un ventaglio di proposte da concretizzare nelle comunità locali.