Sappiamo parlare il linguaggio dei giovani, con il cuore!
Di Valerio Martorana
Trovare il futuro partendo dal presente, con la giusta chiave di lettura: don Bosco. Questo concetto è stato sottolineato più volte da don Angel Fernandez Artime, Rettor Maggiore dei Salesiani in occasione dell’inaugurazione ufficiale del Bicentenario presso la casa Madre di Torino Valdocco e nella manifestazione civile, tenutasi al teatro Regio, alla presenza della Madre delle Fma, sr. Yvonne Reungoat, e delle autorità civili e religiose. “Parlo con il mio cuore di salesiano. Abbiamo una società che pensa e agisce solo per gli adulti, con le loro regole- ha sottolineato don Artime- c’è bisogno di adulti veri e forti, autentici ed onesti, capaci e credibili. Bisogna dare il buon esempio e credere, soprattutto, che un mondo diverso è possibile. Gli adulti dobbiamo essere modello per i giovani. Non possiamo chiedere agli altri quello che noi non vogliamo fare!”.
Parole semplici ma dirette al cuore dei giovani e diversamente giovani, partendo dalla missione fondata su quell’essere buoni cristiani e onesti cittadini.
L’inizio del 2015 è un anno particolare per la famiglia salesiana, è l’anno dell’attualità (non della semplice ricorrenza e dei festeggiamenti). Al cuore del sistema ci sono sempre i giovani, specialmente i più bisognosi e sprovveduti.
“Non dobbiamo incensare Don Bosco – ha sottolineato don Artime nella sua omelia presso la Basilica Maria Ausiliatrice- “ma rianimare il nostro cuore salesiano”, costituito dalla bontà di San Francesco di Sales che Don Bosco ha voluto imitare e trapiantare nella Congregazione da lui fondata. Don Bosco è stato figlio del suo tempo, della tradizione contadina che gli trasmise mamma Margherita. Iniziò il suo ministero fra i ragazzi della periferia di Torino di quel tempo. Ma da questa umile, la sua opera seppe tessere la storia di una schiera immensa di persone e, attraverso di loro, della sua nazione, l’Italia. “Con la stessa carità e amorevolezza oggi qui – ed è particolarmente emozionante poter dire ‘oggi qui’ a Valdocco – noi Salesiani ci riconosciamo consacrati ai giovani delle periferie geografiche ed esistenziali del mondo intero” ha rimarcato il Rettor Maggiore.
Torino si è confermata, per due giorni, la capitale del mondo salesiano. Respirare il profumo di don Bosco in quei territori da dove tutto è nato, ha rappresentato e rappresenta per tanti un’oasi da cui aggrapparsi per rigenerarsi e ripartire, con Don Bosco, per i giovani e con i giovani!
