A Catania incontro delle direttrici (Aprile 2013)
Anche con il naso e da inesperte in materia, quando ci si crede, si può dipingere una casa. É quanto è accaduto in questi giorni all’incontro delle direttrici svoltosi a Catania nella sede provinciale dal 14 al 16 aprile. In tutto 36 direttrici, coordinate dall’Ispettrice, suor Anna Razionale, con il suo team. Intensa la riflessione, proficuo il lavoro, coerente l’atteggiamento di persone consacrate che cercano con saggezza il bene dell’Ispettoria che si muove già sulla linea «dell’essere con i giovani casa che evangelizza». Le tre giornate, infatti, costruite sulla logica laboratoriale sono state una fucina per testare quella dinamica che poi ogni direttrice appronterà con la propria comunità nell’approfondimento dello strumento di lavoro in preparazione al Capitolo Generale XXIII.
Tre giorni che potremmo definire un lungo laboratorio in cui le nuove tecnologie sono state il canale degli input di una solida riflessione. Iniziata da suor Anna che ha sollecitato innanzitutto le direttrici a lasciarsi interpellare dal tema del CGXXIII fornendo significativi intrecci relativi all’evangelizzazione. Cioè come la nuova evangelizzazione entra in una struttura di pensiero per modificare la propria visione. É ciò che mons. Rino Fisichella chiama «sfide positive». Quelle cioè che non possono lasciarci «in una situazione di ovvietà, o passiva». É il caso della sfida della tensione dei popoli verso l’unità oppure della sfida «molto positiva» della scienza medica e le tecnologie e, ancora, dell’educazione. Il punto della questione è, però, quello di costruire una identità forte non dal punto di vista caratteriale, «ma che sa rispondere ai grandi interrogativi che vengono posti all’interno della nostra esistenza personale e che vengono posti dalla cultura e dal mondo». Ciò richiede una metodologia i cui elementi sono «dolcezza, rispetto e retta coscienza». Per non far parte di coloro che per essere moderni annacquano la fede. Difatti, puntualizza il prelato, «non sono le tattiche» a salvare la persona «a salvare il cristianesimo, ma una fede ripensata e rivissuta in modo nuovo».
Questi contenuti hanno trovato un terreno fertile nel cuore e nella mente delle direttrici che si sono lasciate coinvolgere, prima di ogni cosa, dalla lectio divina sul brano della moltiplicazione dei pani e dei pesci raccontata dall’apostolo Marco. Un miracolo che va «dallo sguardo al cuore e dal cuore all’azione», sottolinea suor Anna. Un miracolo in cui Gesù, dopo aver sollecitato i discepoli a trovare dentro di sé le risorse, riconsegna loro i pani ed i pesci. «Essi che prima hanno deposto nelle mani del Maestro il loro umile dono, ora lo riprendono benedetto e spezzato per condividerlo con la gente».[lg_slideshow folder=”Incontri Formativi/Direttrici Aprile 2013/”]
Ed è stato proprio questo l’atteggiamento delle tre giornate. Condivisione innanzitutto tra le direttrici con l’Ispettrice ed il suo team nell’esaminare, con la stessa accortezza di un orafo, i tagli di diamante del tema «essere con i giovani casa che evangelizza». E dal significato puramente semantico si è passati a quello psicologico, biblico e carismatico. Aspetti legati da un minimo comune denominatore: l’abitare. Ossia «nella casa si concretizza l’abitare, che può significare tante cose: fermarsi, costruire, essere, radicarsi, identificarsi, trasformare lo spazio». Sino a «luogo della cura di Dio». Tutti aspetti, tra l’altro, emersi dai laboratori che hanno fatto da ponte per far transitare idee, punti forza, debolezze, opportunità e minacce. Il tutto ha dato quelle coordinate per delineare gli elementi imprescindibili affinché la “casa” sia costruita sulla roccia, icona scelta come Ispettoria per accompagnare il cammino di preparazione al CGXIII.
A far lievitare le riflessioni delle direttrici è stato anche l’intervento della Madre: «Nella vita religiosa e nello spirito salesiano si governa animando e si anima governando», ha detto la Madre tramite video. «Chi è chiamato al servizio di animazione è compagna di cammino e punto di riferimento significativo nell’identità carismatica per la comunità, per i laici, le famiglie e i giovani, in collaborazione con tutte le sorelle». Perché le direttrici «non hanno detto un sì ad un progetto, ma ad una spiritualità».
Se tutto ciò si è realizzato in 48 ore, quanto si concretizzerà a partire da oggi nelle comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Sicilia la cui opzione fondamentale è di “essere con i giovani casa che evangelizza”?