Indietro ormai non si può tornare. Ne era convinto Giovanni Falcone ed è per questo che, nonostante tutto, ha continuato la sua battaglia contro la mafia, contro le più potenti famiglie di Cosa nostra. Indietro non possiamo tornare neppure noi. A vent’anni dalla scomparsa del giudice,
della compagna Francesca Morvillo e degli agenti della scorta che persero la vita nella strage di Capaci (Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro) è necessario ricordare quell’impegno, quel fervore, quella forza che lo aiutava a affermare e sostenere che la mafia è un fenomeno umano e come tale ha un inizio e una fine. Oggi la memoria si fa impegno per chi vuole intraprendere un percorso di legalità che riguarda in prima persona chi vive l’educazione come vocazione. Uomini e donne che hanno pagato anche con la vita la loro dedizione alla legalità, e che con il proprio impegno ci hanno insegnato che la mafia non può soltanto essere combattuta. Può essere anche sconfitta”. Da quel momento in poi, la Sicilia aveva mostrato di voler cambiare, reagire. Aveva ragione Falcone: “Non si è lavorato invano in questi anni difficili. L’iniziale impegno di pochi ha costretto istituzioni e la società a guardare in faccia la realtà di un fenomeno criminale destabilizzante troppo a lungo minimizzato ed è valso ad aprire un varco, creare una testa di ponte che ha resistito, con gravi perdite e enormi difficoltà a una pesante controffensiva. Adesso, fortificati dalle esperienze nel bene e nel male acquisite, è tempo di andare avanti non con sterili declamazioni e non più confidando sull’impegno straordinario di pochi ma con il doveroso impegno ordinario di tutti in una battaglia che è anzitutto di civiltà e che può e deve essere vinta. Ottimismo e retorica a buon mercato? Forse. Ma come sarebbe stato possibile spendere in tanti anni in un duro lavoro di trincea se non vi fosse stata anche un po’ di sana retorica e un pizzico di ottimismo? I fatti, però, mi sembra che mi diano ragione e, comunque, una cosa è certa: indietro ormai non si può più tornare”. (Giovanni Falcone – “La mafia non è invincibile”, Micromega, 1990).
Oggi è un giorno di memoria e riflessione. Stasera le luci del Colosseo verranno spente per commemorare l’assassinio dei giudici Falcone e Borsellino. Mentre per tutta la notte verrà proiettata la scritta ‘L’Italia vince la mafia’. Cominciamo a fare tutti la nostra parte, però, a partire da ora.