In questo 140° di fondazione dell’Istituto, celebrare la solennità di Maria Ausiliatrice vuol dire soprattutto lodare e ringraziare. Risuona con forza nel cuore l’espressione di Don Bosco: “E’ Lei che ha
fatto tutto” e ogni giorno tocchiamo con mano la verità di queste parole perché Lei, Maria, continua ad essere una presenza viva e operante che sostiene, accompagna, si prende cura.Verso di Lei, modello di ascolto e Madre della fede, vogliamo alzare il nostro sguardo. “Se la guardi con amore scorgi in Maria una donna che ascolta, che interiorizza, che assimila, che si fa docile in maniera incondizionata alla Parola e che vive in piena sintonia con Dio. Se la guardi mentre pronunzia il Magnificat leggi un ritratto della sua anima interamente intessuto con piccoli tratti della Parola di Dio. Lei nella Parola di Dio è veramente a casa sua, ne esce e vi rientra con naturalezza, parla e pensa con la Parola di Dio; la Parola di Dio diventa parola sua, e la sua parola nasce dalla Parola di Dio. I suoi pensieri sono in sintonia con i pensieri di Dio, il suo volere è un volere insieme con Dio. Se la guardi con lo sguardo di Elisabetta, ti riempie di stupore ed esclami: “Beata colei che ha creduto all’adempimento delle parole del Signore”. E intuisci che l’unica via per la felicità è accogliere la Parola e praticarla. Se la guardi alle nozze di Cana ti senti dire: “Qualsiasi cosa vi dica fatela”. E tu capisci che solo ascoltando il suo invito e fidandoti della Parola di Gesù l’acqua si muta in vino, il peccato in grazia, la paura in audacia, la debolezza in forza e il deserto ricomincia a fiorire secondo la promessa. La parola è l’anima profonda della vita della Madonna. Il sì con cui lei risponde all’interpellare di Dio è l’unica nostra possibile risposta”[1]. Maria, capolavoro del Creatore, cammini con noi nella meravigliosa avventura di generare il Verbo nella nostra vita e ci dia l’audacia di “dimorare nella Parola” per apprendere la logica di quell’Amore che solo restituisce alla vita e dona vita piena e abbondante. E’ questo il mio augurio e la mia invocazione orante!
[1] Muratore S., Lettera pastorale 2011 -2012, 57-58.