




Annunciatrice di Gesù a partire “dalle periferie della Sicilia”
Sovente MM sollecitava ragazze e suore a: “non ostacolare mai l’azione della grazia con cedimenti all’egoismo personale”
Fare del bene, era fondamentale ed essenziale…significava AMARE.
Di quell’amore fecondo, capace di agire più che parlare.
Di quell’amore che sa dare senza condizioni “costi quel che costi”.
Papa Francesco direbbe: “del donarsi in modo sovrabbondante, senza misurare, senza esigere ricompense, … solo gusto di dare e di servire”.
Aperta all’altro/a, MM, ha reso la sua “fede operosa per mezzo della carità”. È la fede, infatti, il suo nuovo criterio di intelligenza e di azione che le cambia la vita rendendola libera, audace e forte nell’annuncio del messaggio di Cristo secondo lo spirito vissuto a Mornese.
Animata dalla SCELTA AUTENTICA E AUDACE per Cristo si sente colma di amore concreto: “per Gesù, con Gesù… si sale l’alta montagna della perfezione con la costante mortificazione. Anche le altre case sono fatte di piccole pietre sovrapposte le une alle altre”.
Infatti, è Gesù, scelto, accolto, amato che la invia per le strade del mondo per proclamare il suo Vangelo a tutti coloro che incontra in particolare ai ragazzi, bambini e giovani privi di speranza e di voglia di vivere.
Spesso a coloro che MM incontrava mentre percorreva il lungomare di Alì Marina o dal Terrazzo della Casa diceva: “Vedi com’è grande, immenso il mare? Più grande, immensa è la bontà di Dio”; “Amiamo Gesù, lui solo può consolare il vostro cuore…con lui i pesi sono più leggeri”; “Ecco, … l’opera tua: andare e andare sempre avanti e non guardare mai indietro, né attorno a te… andar dritta dove Gesù ti manda. Ti pesa andare a quell’opera,…? Pensa chi è che ti manda; pensa chi è che ti aspetta.”
Aveva compreso cosa significativa la spiritualità della cura, della consolazione e dello stimolo.
Per Maddalena Morano lo “stare con Lui” – espressione tante volte ripetuta – significava comprendere e far comprendere le ragioni esistenziali per cui credere, agire e sperare. Stare con Gesù e vivere per Lui e con Lui significava trovare la sorgente della vera pace. Diceva: “La vera pace cercala non in terra, non nelle creature, ma solo nel tuo Dio. Per amore di Lui tu devi sostenere ogni cosa: fatiche, dolori, tentazioni, travagli, ansietà, malattie, ingiurie, detrazioni, riprensioni, avvilimenti, correzioni. Queste cose giovano alla virtù… Aspetta il Signore!.. Non voler disperare né ritrarti: anzi metti costantemente a servizio della gloria di Dio il tuo corpo e la tua anima. Dio sarà con te in ogni tua tribolazione e sarà la tua ricompensa. Cammina adunque con coraggio, prosegui la tua strada senza voltarti indietro; avanzati con amore…”
A chi l’avvicinava consigliava:
“Concentrati in Dio solo e troverai tutto, tutti in Lui…Siamo di Gesù Buono! Pensiamo a Lui, guardiamo a Lui, operiamo per Lui e saremo nella nostra vera nicchia. Lì solo staremo bene”.
Con lo slancio e la passione di “madre” ci sollecita:
Il 5 novembre 2018, giorno in cui ricorre il 24° anniversario della beatificazione di Madre Maddalena Morano, ha avuto luogo la celebrazione di dedicazione e di erezione a Santuario mariano e diocesano della Cappella FMA “Maria Ausiliatrice” di Alì Terme, nella quale riposano le spoglie della Beata Maddalena Morano prima responsabile delle FMA in Sicilia e proclamata patrona dei catechisti e degli educatori della Diocesi di Messina l’8 dicembre 2017.
La posa della prima pietra della Cappella risale al 28 febbraio del 1900 ad opera di Don Rua; la sua inaugurazione al 15 maggio 1901. Dal 1994, anno della beatificazione, essa diviene meta di pellegrinaggi da parte di tanti fedeli.
Ha presieduto il pontificale l’Arcivescovo di Messina – Lipari – S. Lucia del Mela, S.E. Monsignor Giovanni Accolla, mentre il decreto di erezione a Santuario diocesano è stato proclamato dal segretario Padre Gianluca Monte. Hanno concelebrato l’Ispettore dei salesiani di Sicilia, Don Giuseppe Ruta – che ha anche unto le pareti della Chiesa e fatto da testimone all’evento – e tanti altri salesiani, sacerdoti diocesani, il Parroco Padre Vincenzo D’Arrigo, i chierici dell’Istituto Teologico San Tommaso in Messina e i Seminaristi. Abbiamo così in Sicilia il Primo Santuario delle FMA dedicato a Maria Ausiliatrice dopo la basilica di Torino appartenente agli SDB.
Sono stati presenti: la Madre Generale Yvonne Reungoat, la visitatrice Sr Marija Peče, l’Ispettrice Sr Maria Anna Pisciotta, il Consiglio ispettoriale e numerose FMA provenienti dalle diverse case della Sicilia, il Sindaco di Alì Terme Dr. Carlo Giaquinta ed altri sindaci dei paesi limitrofi, l’On. Giuseppe Castiglione, il Comandante dei Carabinieri Salvatore Garufi, numerosissimi exallieve e Salesiani Cooperatori provenienti da tutta la Sicilia, una rappresentanza della Federazione delle Exallieve della zona Occidentale (che per l’occasione ha regalato un prezioso reliquiario), la Dirigente scolastica dell’Ist. Comprensivo, Prof.ssa Rosita Alberti, una rappresentanza della scolaresca. Numerosi i giovani e i fedeli giunti per questo particolare evento.
La solenne Celebrazione, si è snodata secondo l’articolazione sotto descritta:
Il Vescovo all’omelia, ha sottolineato che “Il Santuario, è costituito, innanzitutto, da una realtà vissuta dal popolo di Dio, in cui concorrono la dimensione soprannaturale e una dimensione umana. “E’ un luogo sacro ove i fedeli, per un peculiare motivo di pietà, si recano numerosi in pellegrinaggio, con l’approvazione dell’Ordinario del luogo”. (Can.1230)
“Nei santuari si offrano ai fedeli con maggior abbondanza i mezzi della salvezza, annunziando con diligenza la Parola di Dio, incrementando opportunamente la vita liturgica soprattutto con la celebrazione dell’Eucaristia e della penitenza, come pure coltivando le sane forme della pietà popolare.” (Can. 1234 – § 1)
La fondazione dell’opera delle Figlie di Maria Ausiliatrice ad Alì Terme risale al 25 Luglio 1890, giorno in cui Madre Morano, con un piccolo gruppo di consorelle, arrivò nel paese per compiere la volontà dei coniugi Giovanni Marini e Grazia Di Blasi che, su suggerimento del cardinale Giuseppe Guarino, avevano destinato la loro eredità per la nascita di un’opera salesiana a Messina ed una delle Figlie di Maria Ausiliatrice nella Marina di Alì. Sotto l’impulso di Madre Morano, l’opera prosperò in maniera esponenziale, tanto che, gli spazi della piccola cappella di Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù, facente parte del lascito dei Marini e di cui le suore usufruirono nel primo decennio di attività ad Alì, divennero ben presto insufficienti al fabbisogno della casa. La crescente comunità necessitava di una nuova e più ampia chiesa, e questa esigenza fu soddisfatta grazie all’intervento della benemerita nobil donna Maria Caterina Scoppa, marchesa di Cassibile, che mise a disposizione la somma necessaria per l’edificazione. Il 28 febbraio 1900 ebbe luogo la solenne “posa della prima pietra” della nuova chiesa, cerimonia che fu presieduta dal superiore maggiore don Michele Rua, primo successore di don Bosco, che, con la benedizione della pietra angolare, dava l’avvio ai lavori per la costruzione del nuovo tempio, alla presenza, tra gli altri, di padre Annibale Di Francia. Il 16 Aprile successivo lo stesso don Rua celebrò la prima messa sulle fondamenta dell’erigenda chiesa. I lavori si conclusero l’anno seguente cosicché, il 15 maggio 1901, si poté benedire la nuova chiesa intitolata a Maria Ausiliatrice e celebrare la prima messa, entrambe le funzioni furono presiedute da don Giovanni Marengo, procuratore generale della congregazione presso la S. Sede, giunto ad Alì, come rappresentante del rettor maggiore. Il nuovo tempio divenne il cuore pulsante dell’attività religiosa della comunità, qui si celebravano le vestizioni religiose, e le professioni religiose e soprattutto, divenne luogo di pellegrinaggio per tutti i devoti del comprensorio che, ogni 24 maggio, in occasione della festività di Maria Ausiliatrice, qui convergevano e tutt’oggi confluiscono per celebrare la “Madonna di don Bosco”. Il 28 dicembre 1908, il disastroso terremoto di Messina procurò ingenti danni anche al collegio di Alì, causando la distruzione di diversi dormitori e il crollo della volta della chiesa, fu il benefico intervento di papa Pio X a permetterne la ricostruzione. In memoria di ciò e come segno di perpetua riconoscenza, l’effigie di papa Sarto capeggia oggi sulla lunetta di una delle vetrate laterali della chiesa. Il 12 settembre 1939, le spoglie di Madre Morano, furono traslate dal cimitero del paese a questa chiesa per essere riposte in un monumento marmoreo appositamente eretto. A metà degli anni ’50 la chiesa subì dei lavori di restauro che ne ingentilirono l’architettura, dandogli l’aspetto che tutt’oggi conserva. Il 22 Luglio 1993, il parroco salesiano don Peditto Marino, benedì e celebrò l’Eucaristia sul primo altare coram populo fisso eretto in questa chiesa. Il 1° dicembre, dello stesso anno, la salma di Madre Morano venne riesumata per effettuare la ricognizione canonica in vista della beatificazione che fu proclamata, da papa Giovanni Paolo II, il 5 novembre 1994. Dopo l’elevazione agli onori degli altari il suo corpo, esposto in un’urna alla venerazione dei fedeli, è custodito nella nuova cappella a lei dedicata, inglobata nel transetto della chiesa. La presenza delle spoglie della Beata Maddalena Morano ha reso questo tempio meta di continui pellegrinaggi e di itinerari spirituali.
Ogni anno si celebrano Liturgie della Parola, Adorazioni Eucaristiche, Momenti di Preghiera, Celebrazioni Eucaristiche settimanali e una delle messe domenicali del Comprensorio Parrocchiale, Ritiri Spirituali e tutte le feste salesiane.
La struttura del “Collegio”, adagiato sulle rive del Mare Jonio nella prossimità dello Stretto di Messina, favorisce il clima di spiritualità, di riflessione e di preghiera offrendo anche ambienti residenziali e sale di incontro.
Siamo una congregazione religiosa fondata da Don Bosco e Madre Mazzarello per l’educazione e l’evangelizzazione dei giovani.
Contattaci: segretaria@fmaisi.it
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Figlie di Maria Ausiliatrice – Sicilia
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