Per apprendere ed esercitare la speranza

Mossi dalla Speranza:
pronti e scattanti con gesti di Carità

La speranza rende la carità perseverante, spinge a non rimanere inermi dinanzi alle situazioni di difficoltà e di sofferenza e aiuta a vedere con jl cuore i bisogni degli altri, soprattutto dei giovani più poveri. Se guardiamo i nostri santi fondatori, don Bosco e Madre Mazzarello, i loro gesti concreti di carità ci insegnano a fare anche noi la scelta coraggiosa dei più poveri.

La visita alle carceri segna profondamente Don Bosco, che intuisce una possibile soluzione per i giovani di quei tempi: “Questi giovani dovrebbero trovare fuori un amico che si prende cura di loro, li assiste, li istruisce, li conduce in Chiesa nei giorni di festa. Allora, forse, non tornerebbero a rovinarsi, o almeno sarebbero ben pochi a tornare in prigione”.
È l’amore che spinge Don Bosco ad occuparsi dei giovani, a costruire casa con loro e per loro e a dare loro affetto, istruzione, futuro. Gesti concreti di accoglienza, di affetto, di accompagnamento creano un ambiente caloroso, un clima di famiglia dove ciascuno si sente al posto giusto e voluto bene per quello che è. Don Bosco dà loro il necessario (cibo, vestiti, libri, macchinari per imparare un mestiere), ricerca con loro un lavoro che possa aiutarli a costruirsi un futuro dignitoso. Lui vede già in loro i buoni cristiani e gli onesti cittadini che costruiscono una società diversa.

Anche Madre Mazzarello, accoglie il progetto di Dio su di lei e diventa madre per molte ragazze.
Insieme alle prime FMA offre una casa a tante ragazze orfane e bisognose; insegna loro a cucire; quando si trasferiscono al Collegio iniziano anche la scuola e le ragazze imparano tutto: a diventare grandi, a ricevere un’istruzione e la bellezza di una vita gioiosa perché abitata da Dio, non con discorsi e prediche ma con la testimonianza della vita. Gli esempi del cambio di vita di Corinna Arrigotti, Emma Ferrero, Emilia Mosca e tante altre ci fanno capire che non c’è dono più grande che si possa fare ad una persona di quello di aiutarla a diventare sempre più se stessa nella forma migliore, cioè come Dio da sempre l’ha voluta. La fiducia e l’amore favoriscono al meglio lo sviluppo dei talenti. La casa dell’Amor di Dio è un ambiente fatto di relazioni autentiche che aiuta a crescere e fa sì che ognuna si senta al suo posto e pronta ad amare gli altri. Sacrifici e difficoltà non spaventano perché la speranza alimenta le loro giornate vissute nella carità vicendevole. “Da questo vi riconosceranno: se avrete amore gli uni per gli altri”.

Anche Madre Morano, ricca di speranza e donna di forti azioni pastorali e caritative, nel suo servizio in Sicilia si accorge della situazione di grande povertà culturale, affettiva, morale di tante ragazze e così apre scuole per aiutare queste ragazze a costruirsi un futuro diverso, organizza una fitta rete di collaborazione con le parrocchie e, attraverso la catechesi, diffonde la bellezza della vita vissuta alla luce del Vangelo. Apre Oratori che, con tempi diversi, accolgono ragazzi e ragazze, istituisce collegi per accogliere i bambini orfani o costretti ad essere allontanati dalla famiglia. Tutti gesti concreti dettati da un cuore caritatevole e ricco di speranza. Lei vede già un futuro diverso per molti di quei giovani della Sicilia che incontra nelle varie case dell’Ispettoria. L’ascolto della realtà e delle situazioni di tante famiglie bisognose spinge a porre in essere gesti concreti di carità; l’amore è vero solo quando si concretizza nella realtà; non servono tante parole ma gesti significativi.

Allarghiamo, allora, il cuore alla speranza e non temiamo di amare attraverso gesti semplici e concreti: il segreto è tutto quì!
Sappiamo bene che “al tramonto della vita saremo giudicati sull’Amore”, sul bene gratuitamente operato, sulla carità vissuta ed elargita a piene mani!
E’ una certezza, questa, che dona gioia al cuore.
E se la nostra gioia è vera ed è profonda traboccherà certamente dalle nostre case e dai nostri volti!

 

Sr. Antonella Allegra

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