Il Santuario "Maria Ausiliatrice"

Alì Terme – Messina

Il 5 novembre 2018, giorno in cui ricorre il 24° anniversario della beatificazione di Madre Maddalena Morano, ha avuto luogo la celebrazione di dedicazione e di erezione a Santuario mariano e diocesano  della Cappella FMA “Maria Ausiliatrice” di Alì Terme, nella quale riposano le spoglie della Beata Maddalena Morano prima responsabile delle FMA in Sicilia e proclamata patrona dei catechisti e degli educatori della Diocesi di Messina l’8 dicembre 2017.

Beata Maddalena Morano
Prima Ispettrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Sicilia

La presenza delle spoglie della Beata Maddalena Morano ha reso questo tempio meta di continui pellegrinaggi e di itinerari spirituali.
Ogni anno si celebrano Liturgie della Parola, Adorazioni Eucaristiche, Momenti di Preghiera, Celebrazioni Eucaristiche settimanali e una delle messe domenicali del Comprensorio Parrocchiale, Ritiri Spirituali e tutte le feste salesiane.
La struttura del “Collegio”, adagiato sulle rive del Mare Jonio nella prossimità dello Stretto di Messina, favorisce il clima di spiritualità, di riflessione e di preghiera offrendo anche ambienti residenziali e sale di incontro.

 

MADDALENA MORANO

 Annunciatrice di Gesù a partire “dalle periferie della Sicilia”

SPIRITUALITA’ E IMPEGNO

DELLA BEATA MADDALENA MORANO IN SICILIA
Maddalena Morano, donna piemontese che seppe inculturarsi in Sicilia per ANNUNCIARE il VANGELO di Cristo e DIFFONDERE il metodo di educazione cristiana ed ecclesiale di don Bosco. La sua passione per Dio espressa attraverso, la sobrietà di vita, la carità pastorale e la predilezione per “periferie della Sicilia” fu anelito, spazio e luogo significativo di evangelizzazione e di diffusione del carisma. Aveva intuito che la testimonianza nell’impegno apostolico era il segreto dell’incontro con la gente: “penso di essere qui per il Signore e con il Signore….quando poi sentirò di amarlo davvero, lo farò amare anche da queste povere ragazze siciliane, che sì poco lo conoscono e son sì piene di pregiudizi”.
  • Donna paziente e dal carattere pronto, energico e impetuoso, capace di lasciarsi plasmare dalla grazia che trasforma immettendosi  in un cammino che la rende donna, sposa, madre, sorella…

 

Sovente MM sollecitava ragazze e suore a: “non ostacolare mai l’azione della grazia con cedimenti all’egoismo personale”

  • Donna del dare “costi quel che costi”

 

Fare del bene, era fondamentale ed essenziale…significava AMARE.

Di quell’amore fecondo, capace di agire più che parlare.

Di quell’amore che sa dare senza condizioni “costi quel che costi”.

Papa Francesco direbbe: “del donarsi in modo sovrabbondante, senza misurare, senza esigere ricompense, … solo gusto di dare e di servire”.

 

Aperta all’altro/a, MM, ha reso la sua “fede operosa per mezzo della carità”. È la fede, infatti, il suo nuovo criterio di intelligenza e di azione che le cambia la vita rendendola libera, audace e forte nell’annuncio del messaggio di Cristo secondo lo spirito vissuto a Mornese.

 

  • Donna della coerenza e dell’audacia vocazionale

Animata dalla SCELTA AUTENTICA E AUDACE per Cristo si sente colma di amore concreto: “per Gesù, con Gesù… si sale l’alta montagna della perfezione con la costante mortificazione. Anche le altre case sono fatte di piccole pietre sovrapposte le une alle altre”.

 

Infatti, è Gesù, scelto, accolto, amato che la invia per le strade del mondo per proclamare il suo Vangelo a tutti coloro che incontra in particolare ai ragazzi, bambini e giovani privi di speranza e di voglia di vivere.

 

Spesso a coloro che MM incontrava mentre percorreva il lungomare di Alì Marina o dal Terrazzo della Casa diceva: “Vedi com’è grande, immenso il mare? Più grande, immensa è la bontà di Dio”; “Amiamo Gesù, lui solo può consolare il vostro cuore…con lui i pesi sono più leggeri”; “Ecco, … l’opera tua: andare e andare sempre avanti e non guardare mai indietro, né attorno a te… andar dritta dove Gesù ti manda. Ti pesa andare a quell’opera,…? Pensa chi è che ti manda; pensa chi è che ti aspetta.”

 

Aveva compreso cosa significativa la spiritualità della cura, della consolazione e dello stimolo.

 

  • Donna di Speranza e di grandi orizzonti trae dalla virtù del Signore risuscitato la forza per vincere con pazienza e amore le afflizioni e le difficoltà, che le vengono sia dal di dentro che dal di fuori, e per svelare in mezzo al mondo, con fedeltà anche se non perfettamente, il mistero di lui, fino a che alla fine dei tempi esso sarà manifestato nella pienezza della luce

 

  • Donna capace di stare con il Signore per vivere con Lui e di Lui a servizio di coloro che sono “ignoranti nella religione” e “duri nella vita spirituale”.

 

Per Maddalena Morano lo “stare con Lui” – espressione tante volte ripetuta – significava comprendere e far comprendere le ragioni esistenziali per cui credere, agire e sperare. Stare con Gesù e vivere per Lui e con Lui significava trovare la sorgente della vera pace. Diceva:  “La vera pace cercala non in terra, non nelle creature, ma solo nel tuo Dio. Per amore di Lui tu devi sostenere ogni cosa: fatiche, dolori, tentazioni, travagli, ansietà, malattie, ingiurie, detrazioni, riprensioni, avvilimenti, correzioni. Queste cose giovano alla virtù… Aspetta il Signore!.. Non voler disperare né ritrarti: anzi metti costantemente a servizio della gloria di Dio il tuo corpo e la tua anima. Dio sarà con te in ogni tua tribolazione e sarà la tua ricompensa. Cammina adunque con coraggio, prosegui la tua strada senza voltarti indietro; avanzati con amore…”

 

  • Donna dell’annuncio gioioso di Gesù, creava le condizioni perché nessuno diventasse pigro nella fede. Voleva che ciascuno facesse della fede la sua compagna di vita perché era certa che solo la “fede” permette di far percepire con sguardo sempre nuovo le meraviglie che Dio compie per ciascuno.

 

A chi l’avvicinava consigliava:

“Concentrati in Dio solo e troverai tutto, tutti in Lui…Siamo di Gesù Buono! Pensiamo a Lui, guardiamo a Lui, operiamo per Lui e saremo nella nostra vera nicchia. Lì solo staremo bene”.

Con lo slancio e la passione di “madre” ci sollecita:

  • fare cultura promuovendo educazione ed evangelizzazione attraverso la creazione di luoghi e spazi di incontro;
  • interfacciarsi con autorità civili e religiose per creare reti istituzionali a favore dell’evangelizzazione, dell’educazione e della promozione della donna;
  • elaborare, nel discernimento e nel confronto ecclesiale, un progetto catechetico, liturgico, pastorale che possa recuperare la ricchezza del cammino sacramentale, segno e strumento dell’incontro con Dio e dell’unità ecclesiale;
  • intraprendere il cammino della strada per “cercare le ragazze e i ragazzi” e scommettere con loro su una pastorale del servizio, della solidarietà, della giustizia, della cultura, della proposta vocazionale, della cittadinanza attiva, della fede e della ricerca di senso;
  • uscire dalla paralisi delle strutture per offrire risposte profetiche, semplici, snelle, creative, innovative e rispondenti alle esigenze dei tempi e alla maturazione umano/spirituale dei siciliani.
  • a ripercorrere la storia della nostra fede, che vede il mistero insondabile dell’intreccio tra santità e peccato.
  • a tener fisso lo sguardo su Gesù Cristo, “colui che dà origine alla fede e la porta a compimento”: in lui trova compimento ogni travaglio ed anelito del cuore umano. La gioia dell’amore, la risposta al dramma della sofferenza e del dolore, la forza del perdono davanti all’offesa ricevuta e la vittoria della vita dinanzi al vuoto della morte, tutto trova compimento nel mistero della sua Incarnazione, del suo farsi uomo, del condividere con noi la debolezza umana per trasformarla con la potenza della sua Risurrezione. In lui, morto e risorto per la nostra salvezza, trovano piena luce gli esempi di fede che hanno segnato questi duemila anni della nostra storia di salvezza”.
  • ad andare con audacia sapendo rischiare e osare, seguendo il mandato di portare il Vangelo ad ogni creatura (cfr Mc 16,15) e, senza alcun timore, annunciare la “gioia e speranza” della vita nuova.
  • a formare ambienti credibili e capaci di mettere tutto in comune per sovvenire alle necessità dei fratelli.
  • a vivere la saggezza del tempo riconoscendo il Signore Gesù, presente nella nostra esistenza e nella storia.
  • a testimoniare la sinergia tra vita di fede e carità. La fede si concretizza nella carità. “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40)
  • a rendere sempre più saldo il rapporto con Cristo Signore, poiché solo in Lui vi è la certezza per guardare al futuro e la garanzia di un amore autentico e duraturo.
  • a fidarsi di Dio anche nei momenti bui: “Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più preziosa dell’oro – destinato a perire e tuttavia purificato con fuoco – torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà. Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime” (1Pt 1,6-9).
  • a scorgere delle possibilità lì dove altri sollevano muri di divisione. Maddalena Morano fu donna dell’ottimismo e dell’audacia.

NOTIZIE STORICHE

Il 5 novembre 2018, giorno in cui ricorre il 24° anniversario della beatificazione di Madre Maddalena Morano, ha avuto luogo la celebrazione di dedicazione e di erezione a Santuario mariano e diocesano  della Cappella FMA “Maria Ausiliatrice” di Alì Terme, nella quale riposano le spoglie della Beata Maddalena Morano prima responsabile delle FMA in Sicilia e proclamata patrona dei catechisti e degli educatori della Diocesi di Messina l’8 dicembre 2017.

La posa della prima pietra della Cappella risale al 28 febbraio del 1900 ad opera di Don Rua;  la sua inaugurazione al 15 maggio 1901.  Dal 1994, anno della beatificazione, essa diviene meta di pellegrinaggi da parte di tanti fedeli.

Ha presieduto il pontificale l’Arcivescovo  di Messina – Lipari – S. Lucia del Mela, S.E. Monsignor Giovanni Accolla,  mentre  il decreto di erezione a Santuario diocesano è stato  proclamato dal  segretario Padre Gianluca Monte. Hanno concelebrato l’Ispettore dei salesiani di Sicilia, Don Giuseppe Ruta – che ha anche unto le pareti della Chiesa e fatto da testimone all’evento  – e tanti altri salesiani, sacerdoti diocesani, il Parroco Padre Vincenzo D’Arrigo, i chierici dell’Istituto Teologico San Tommaso in Messina e i Seminaristi. Abbiamo così in Sicilia il Primo Santuario delle FMA dedicato a Maria Ausiliatrice dopo la basilica di Torino appartenente agli SDB.

Sono stati presenti: la Madre Generale Yvonne Reungoat, la visitatrice Sr Marija Peče, l’Ispettrice Sr Maria Anna Pisciotta, il Consiglio ispettoriale e numerose FMA provenienti dalle diverse case della Sicilia,  il Sindaco di Alì Terme Dr. Carlo Giaquinta ed altri sindaci dei paesi limitrofi, l’On. Giuseppe Castiglione, il Comandante dei Carabinieri Salvatore Garufi, numerosissimi exallieve e Salesiani Cooperatori provenienti da tutta la Sicilia, una rappresentanza della Federazione delle Exallieve della zona Occidentale (che per l’occasione ha regalato un prezioso reliquiario), la Dirigente scolastica dell’Ist. Comprensivo, Prof.ssa Rosita Alberti, una rappresentanza della scolaresca. Numerosi i giovani e i fedeli giunti per questo particolare evento.
La solenne Celebrazione, si è snodata secondo l’articolazione sotto descritta:

  • Rito di introduzione
  • Lettura del decreto di erezione del Santuario
  • Benedizione dell’acqua e aspersione
  • Liturgia della Parola
  • Preghiera di dedicazione e unzioni, litanie dei santi, preghiera di dedicazione, unzione dell’altare e delle pareti della Chiesa, in corrispondenza delle singole croci. Tutto questo è stato accompagnato dal canto
  • Incensazione della Chiesa
  • Illuminazione della Chiesa
  • Liturgia Eucaristica
  • Deposizione delle firme dei testimoni
  • Svelamento della lapide.

Il Vescovo all’omelia, ha sottolineato che “Il Santuario, è costituito, innanzitutto, da una realtà vissuta dal popolo di Dio, in cui concorrono la dimensione soprannaturale e una dimensione umana. “E’ un luogo sacro ove i fedeli, per un peculiare motivo di pietà, si recano numerosi in pellegrinaggio, con l’approvazione dell’Ordinario del luogo”. (Can.1230)
“Nei santuari si offrano ai fedeli con maggior abbondanza i mezzi della salvezza, annunziando con diligenza la Parola di Dio, incrementando opportunamente la vita liturgica soprattutto con la celebrazione dell’Eucaristia e della penitenza, come pure coltivando le sane forme della pietà popolare.” (Can. 1234 – § 1)

La fondazione dell’opera delle Figlie di Maria Ausiliatrice ad Alì Terme risale al 25 Luglio 1890, giorno in cui Madre Morano, con un piccolo gruppo di consorelle, arrivò nel paese per compiere la volontà dei coniugi Giovanni Marini e Grazia Di Blasi che, su suggerimento del cardinale Giuseppe Guarino, avevano destinato la loro eredità per la nascita di un’opera salesiana a Messina ed una delle Figlie di Maria Ausiliatrice nella Marina di Alì. Sotto l’impulso di Madre Morano, l’opera prosperò in maniera esponenziale, tanto che, gli spazi della piccola cappella di Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù, facente parte del lascito dei Marini e di cui le suore usufruirono nel primo decennio di attività ad Alì, divennero ben presto insufficienti al fabbisogno della casa. La crescente comunità necessitava di una nuova e più ampia chiesa, e questa esigenza fu soddisfatta grazie all’intervento della benemerita nobil donna Maria Caterina Scoppa, marchesa di Cassibile, che mise a disposizione la somma necessaria per l’edificazione. Il 28 febbraio 1900  ebbe luogo la solenne “posa della prima pietra” della nuova chiesa, cerimonia che fu presieduta dal superiore maggiore don Michele Rua, primo successore di don Bosco, che, con la benedizione della pietra angolare, dava l’avvio ai lavori per la costruzione del nuovo tempio, alla  presenza, tra gli altri, di padre Annibale Di Francia. Il 16 Aprile successivo lo stesso don Rua celebrò la prima messa sulle fondamenta dell’erigenda chiesa. I lavori si conclusero l’anno seguente cosicché, il 15 maggio 1901, si poté benedire la nuova chiesa intitolata a Maria Ausiliatrice e celebrare la prima messa, entrambe le funzioni furono presiedute da don Giovanni Marengo, procuratore generale della congregazione presso la S. Sede, giunto ad Alì, come rappresentante del rettor maggiore. Il nuovo tempio divenne il cuore pulsante dell’attività religiosa della comunità, qui si celebravano le vestizioni religiose, e le professioni religiose e soprattutto, divenne luogo di pellegrinaggio per tutti i devoti del comprensorio che, ogni 24 maggio, in occasione della festività di Maria Ausiliatrice, qui convergevano e tutt’oggi confluiscono per celebrare la “Madonna di don Bosco”. Il 28 dicembre 1908, il disastroso terremoto di Messina procurò ingenti danni anche al collegio di Alì, causando la distruzione di diversi dormitori e il crollo della volta della chiesa, fu il benefico intervento di papa Pio X a permetterne la ricostruzione. In memoria di ciò e come segno di perpetua riconoscenza, l’effigie di papa Sarto capeggia oggi sulla lunetta di una delle vetrate laterali della chiesa. Il 12 settembre 1939, le spoglie di Madre Morano, furono traslate dal cimitero del paese a questa chiesa per essere riposte in un monumento marmoreo appositamente eretto. A metà degli anni ’50 la chiesa subì dei lavori di restauro che ne ingentilirono l’architettura, dandogli l’aspetto che tutt’oggi conserva. Il 22 Luglio 1993, il parroco salesiano don Peditto Marino, benedì e celebrò l’Eucaristia sul primo altare coram populo fisso eretto in questa chiesa. Il 1° dicembre, dello stesso anno, la salma di Madre Morano venne riesumata per effettuare la ricognizione canonica in vista della beatificazione che fu proclamata, da papa Giovanni Paolo II, il 5 novembre 1994. Dopo l’elevazione agli onori degli altari il suo corpo, esposto in un’urna alla venerazione dei fedeli, è custodito nella nuova cappella a lei dedicata, inglobata nel transetto della chiesa. La presenza delle spoglie della Beata Maddalena Morano ha reso questo tempio meta di continui pellegrinaggi e di itinerari spirituali.

Ogni anno si celebrano Liturgie della Parola, Adorazioni Eucaristiche, Momenti di Preghiera, Celebrazioni Eucaristiche settimanali e una delle messe domenicali del Comprensorio Parrocchiale, Ritiri Spirituali e tutte le feste salesiane.

La struttura del “Collegio”, adagiato sulle rive del Mare Jonio nella prossimità dello Stretto di Messina, favorisce il clima di spiritualità, di riflessione e di preghiera offrendo anche ambienti residenziali e sale di incontro.

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