Tavola rotonda

“Sinodalità, accompagnamento e contemporaneità per costruire comunità generative”

La giornata delle 82 capitolari religiose con un buon numero rappresentativo dei laici, provenienti dalle realtà locali,  è illuminata dall’espressione della Vergine del silenzio e dell’ascolto che suggerisce ai servi “Riempite le giare di acqua” per divenire creature dell’attesa e generare la civiltà dell’amore. Sottolineata nella Celebrazione Eucaristica in cui Don Di Natale ha esortato ad avere occhi limpidi per vedere ciò che Dio ha seminato in noi e attorno a noi.

Prima di iniziare i lavori l’Assemblea invoca  lo Spirito Santo perché  doni il segreto della vera gioia; di discernere la volontà di Dio per il bene di tanti giovani e riconoscere quel messaggio di Gesù che Dio desidera dire al mondo con la vita di ciascuno.

Sempre nella mattinata, l’Ispettrice, Suor Maria Pisciotta, saluta i laici convenuti e presenta il tema della tavola rotonda: “Sinodalità, accompagnamento e contemporaneità per costruire comunità generative” e i tre relatori.

Le condizioni atmosferiche ha portato un cambio nell’organizzazione della Tavola rotonda, veramente si tratta di una tavola rettangolare! Difatti la moderatrice, la prof.ssa Mimmi Monaco, coordinatrice ispettoriale dei Salesiani cooperatori, proprio a causa dell’allerta meteo, non partecipa e il suo compito viene espletato da Suor Maria Ruta.

Il primo a prendere parola è Don Sergio Massironi. Viene da Cesano Maderno. Svolge la sua missione nella diocesi di Milano dove tra i tanti impegni dà importanza agli oratori che sono il luogo principale in cui  coltiva tra i giovani la vita cristiana e il senso della comunità.  Così egli afferma nel suo blog, “A misura d’uomo”, che invita l’assemblea a visitare.

Tra i suoi impegni, tra l’altro, la collaborazione col blog diocesano Occhi sul Sociale e con Radio Marconi; dal 2015 con la redazione de L’Osservatore Romano; dal 2018 con Avvenire e La rivista del clero italiano. Ha scritto diversi libri: Senza sconti, L’adesso di Dio, I giovani e il cambiamento della Chiesa.

Tema del suo intervento: “Sinodalità, accompagnamento e contemporaneità per costruire comunità generative. Stralciamo qualche cenno dalla sua relazione: la Sinodalità è una parola affascinante, che rimanda a movimento, viaggio, esodo, precarietà, ha detto. E l’esperienza di “camminare insieme”, come popolo di Dio, aiuta a comprendere sempre meglio il senso dell’autorità in ottica di servizio. L’interpretazione dei segni dei tempi sotto la guida dello Spirito con il contributo di tutti i  membri della comunità, a partire da chi si trova ai margini per generare vita. Sono tutte espressioni che don Sergio commenta largamente durante il suo intervento.

Il secondo relatore è Don Franco Di Natale, vicario ispettoriale e, attualmente, direttore della comunità della Salette di Catania, è stato preside della facoltà teologica dell’Istituto S. Tommaso di Messina, dove, tra l’altro per tanti anni, ha insegnato teologia, pastorale, ed ha accompagnato il cammino formativo dei giovani confratelli.

Affronta il tema “Accompagnare oggi…per generare vita guardando a Don Bosco e a Madre Mazzarello. Egli afferma che per Don Bosco solo chi ha una forte esperienza di essere stato accompagnato, può accompagnare gli altri. Don Bosco fu accompagnato da Mamma Margherita, Don Calosso e Don Cafasso. E per accompagnare crea un ambiente educativo ricco di proposte, di relazioni umane, di stimoli formativi, capaci di aprire il cuore e la mente. Il vero accompagnamento si fa giorno per giorno in cortile, in cappella, a scuola, in teatro, negli ambienti d’azione. Anche Madre Mazzarello è stata accompagnata dai suoi genitori, da Don Pestarino e da Don Bosco che l’hanno educata a partire dalla logica del Vangelo.

Ultimo tra i relatori è il professore Giuseppe Savagnone, docente per oltre quarant’anni di  Storia e Filosofia nei licei statali, insegna nella Scuola di formazione politica “Pedro Arrupe”, nella Scuola superiore di specializzazione in bioetica e sessuologia dell’Istituto teologico San Tommaso di Messina. Direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della cultura di Palermo, svolge un’intensa attività di relatore, tenendo conferenze in tutta Italia. Tema del suo intervento: “La post modernità come opportunità”. La contemporaneità – ha sottolineato –  può essere identificata come post-modernità, per segnalare la differenza tra la cultura dominante dei secoli precedenti il Novecento e in buona parte il Novecento stesso. Rispetto al passato emergono nuovi valori: la libertà, l’autenticità, l’autorealizzazione, la qualità della vita, il pluralismo.

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