Auguri di Pasqua 2020

Carissimi, vi raggiungo in questo tempo particolare del Coronavirus: un tempo insolito, nuovo, improvviso, un tempo colmo di preoccupazioni, paure, ansie e difficoltà di ogni genere che non risparmiano davvero nessuno; tutto il pianeta è interessato. Penso alle nostre sorelle ammalate, agli anziani, a coloro che vivono nella solitudine, alle famiglie, ai tanti giovani che vivono varie forme di violenza, ai nostri alunni chiusi in casa, ai carcerati, ai senza tetto, agli immigrati, spesso sfruttati e trattati con indifferenza.

Il Coronavirus ha causato, come sappiamo, la perdita del lavoro a tanta gente; questo genera amarezza, dispiacere e, a volte, anche disperazione. Tante le domande che affollano la nostra mente e il nostro cuore: come sarà il futuro, la vita sarà come prima, possiamo ritornare a camminare insieme, abbracciarci, uscire di casa?

Qualche volta anche noi, osservando questi fatti tristi, restiamo, forse, turbati, scoraggiati, amareggiati…

Dobbiamo avere una certezza come affermava Ricky Nelson! “Le lacrime di oggi sono gli arcobaleni di domani”

E se poniamo in Cristo Risorto la nostra fiducia, sicuramente, andrà tutto bene!

Giorni fa ho ascoltato una riflessione sugli avvenimenti che stiamo vivendo e mi ha colpito tantissimo.

Auguri di Pasqua Guardo i vostri volti e vi vedo smarriti. Siete spaventati, intimoriti, il vostro castello di certezze è crollato. Cercate di riempirvi di informazioni, fino a farne indigestione, nell’illusione di poter tenere sotto controllo… ma questo non vi aiuta comunque a sentirvi meglio, anzi… l’ansia, la paura, l’incertezza, aumentano. Qualcuno di voi – anche tanti che prima non si ponevano neanche il problema che io esistessi o meno – adesso si rivolgono a me, sprezzanti, e mi dicono: “Dove sei, Dio, in tutto quello che sta succedendo?” E io posso solo rispondere: “Sono dove mi avete messo”.

Molti altri, anche in questo tempo così tremendo, non si chiedono nemmeno il perché stia succedendo tutto questo. La maggior parte di persone accusa solo gli altri della situazione difficile che si sta passando, senza però farsi un’analisi di coscienza. Molti vorrebbero solo che tutto finisse nel migliore dei modi senza però aver cambiato qualcosa nel proprio cuore. Avete deciso voi cosa fosse bene e cosa fosse male, avete “giocato” con la nascita e la morte delle vite umane, come se foste voi “Il Dio della vita”. Vi siete fatti delle leggi umane che sono contro le leggi che vi ho dato io, avete tolto i crocifissi, eliminato il presepe, aperto tutto anche alla domenica…
Avete gravemente danneggiato il pianeta, sporcato, sprecato cibo in grandi quantità.
Avete confidato più nella scienza che in me. Avete divinizzato l’uomo e “tolto divinità” a Dio. Vi siete sentiti onnipotenti, immortali, invincibili. Mi avete allontanato dalle vostre vite, dalle vostre famiglie, dalle vostre scelte, dalla vostra politica. Io bussavo, e bussavo, ma voi mi avete lasciato fuori. E adesso mi chiedete: “Dove sei Dio”? Sono dove mi hai messo”.

È bastato un virus, il coronavirus, a far crollare i vostri castelli di certezze, la vostra onnipotenza, la vostra smania di fare e di controllare, quella che voi chiamate “libertà”.
Quando sceglievate senza di me e mi mettevate fuori dalla porta, io ero lì, e bussavo. E imploravo di aprirmi. Io ho già preparato tantissime benedizioni per ognuno di voi, ma se voi non mi aprite, io non posso fare nulla. Mi date la colpa per il virus, ma avete chiuso la porta a me e aperto il portone al nemico della vita, che viene a rubare, uccidere, distruggere.

Ma io non vi lascio soli. Io non vi ho mai lasciato soli. Se solo il mio popolo, i miei figli, e tu, in questo momento volgeste lo sguardo a Me, io potrei fare cessare in un secondo ogni epidemia, ogni guerra, ogni carestia. Io sono l’Onnipotente, ma da sempre rispetto la vostra libertà e per agire ho bisogno del vostro “sì”. Ho bisogno che mi apriate la porta. Sono qui per dirvi che siete ancora in tempo. Potete ancora aprirmi il cuore. Non è difficile. Non cerco grandi preghiere o grandi gesti. Mi basta un cuore umile che, con la semplicità e la fiducia di un bambino, si aggrappa a me. Io vedo le intenzioni del vostro cuore, la vostra buona volontà. Mi basta un piccolo “amen”, ma sincero, e posso entrare in voi, nelle vostre famiglie, nella vostra nazione, in tutte le dimensioni della vostra vita, e posso fare grandi cose.

Io vi amo. Vi ho tanto amati da darvi mio figlio Gesù perché chiunque creda possa fare l’esperienza della vita in abbondanza. Apritemi il cuore, ora più che mai in questo tempo di tribolazione, e io tergerò ogni lacrima dai vostri occhi e vi renderò vittoriosi sul male. Non rimarrete delusi, non rimpiangerete mai di avermi scelto, anzi, benedirete questa scelta per tutta l’eternità. Coraggio, sono qui, sto bussando. Aprimi.

Ed allora, carissimi, aprite il cuore e – come diceva Giovanni Paolo II – Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!

Quest’anno – come sottolinea il Vescovo di Avellino Mons. Arturo Aiello – vivremo una “Pasqua silenziosa, dentro il grande assordante silenzio che pervade le nostre strade, che, in un abbraccio agghiacciante, stringe la sera le nostre città e i nostri paesi. Come è stata la Pasqua di Gesù duemila anni fa? Certo c’erano le donne, la Madre, i soldati, le guardie… ma Gesù taceva!

Come Lui anche noi dobbiamo tuffarci in un silenzio abitato dal Padre e dalla Sua Volontà che chiede di essere assunta con un Sì sofferto e solenne. Lasciamoci interpellare da questa tragedia che rimane un segno da leggere, da assumere, da vivere, da portare, da offrire, da soffrire!

In questa Pasqua silenziosa abbiamo bisogno di sentire una voce che ci dice di non temere…  Non lasciamoci portar via la speranza! Cristo è Risorto!

Ed è con le parole di Don Tonino Bello che voglio augurare a tutti una Pasqua di speranza! Sì, di speranza, perché “Cristo, nostra speranza, è risorto e ci precede in Galilea”.

“Come vorrei che il mio augurio, invece che giungervi con le formule consumate del vocabolario di circostanza, vi arrivasse con una stretta di mano, con uno sguardo profondo, con un sorriso senza parole!

Posso dirvi però una parola. Sillabandola con lentezza per farvi capire di quanto amore intendo caricarla: “coraggio”! La Risurrezione di Gesù Cristo, nostro indistruttibile amore, è il paradigma dei nostri destini. La Risurrezione. Non la distruzione. Non la catastrofe. Non l’olocausto planetario. Non la fine. Non il precipitare nel nulla. Coraggio, fratelli che siete avviliti, stanchi, sottomessi ai potenti che abusano di voi. Coraggio, disoccupati. Coraggio, giovani senza prospettive, amici che la vita ha costretto ad accorciare sogni a lungo cullati. Coraggio, gente solitaria, turba dolente e senza volto. Coraggio, fratelli che il peccato ha intristito, che la debolezza ha infangato, che la povertà morale ha avvilito. Il Signore è Risorto proprio per dirvi che, di fronte a chi decide di “amare”, non c’è morte che tenga, non c’è tomba che chiuda, non c’è macigno sepolcrale che non rotoli via. Auguri! La luce e la speranza allarghino le feritoie della vostra prigione.

Carissimi, la Pasqua del Signore sia la riscoperta che la nostra vita è amata e che davvero possiamo affidarla a Lui, compagno fedele del nostro andare. Voglia Cristo, risorto dai morti, far sì che sia tutta la nostra vita a parlare il linguaggio della Pasqua: perché il mondo creda e credendo senta vivo il calore della tenerezza di Dio. Cristo è la nostra salvezza e la nostra speranza!

I nostri cuori ardano di carità e accolgano la consolazione del Risorto come l’accolsero i cuori dei discepoli di Emmaus!

Che ogni giorno sia per ciascuno di noi giorno di Pasqua! Auguri a tutti!

L’Ispettrice Suor Maria Pisciotta

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