SCU – UN ANNO CHE TI CAMBIA LA VITA

In questo mese di Gennaio –  mese salesiano –  tantissimi giovani hanno concluso l’esperienza del Servizio Civile e molti altri hanno cominciato il loro anno di volontariato e di servizio presso le nostre case FMA.

Nel corso degli anni grazie a questa esperienza tante vite sono state toccate, tanti incontri hanno plasmato le storie di tanti giovani.  Majra è una di loro.   Le abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza.

Un anno che ti cambia la vita” – affermava una vecchia pubblicità del Servizio Civile e posso dire che è proprio vero!  Cosi è stato per me dal 7 Settembre 2015 al 6 Settembre 2016 presso l’Istituto don Bosco di Catania – Canalicchio.

La realtà salesiana non mi era nuova perché fin da piccola ho avuto modo di partecipare alle attività promosse dalla comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Biancavilla, paese in cui sono cresciuta e in cui vivo e dove  la missione delle suore e della Famiglia Salesiana è molto attiva e dinamica.

Sono tanti i ricordi legati agli anni di GREST che mi hanno fatto vivere allegre e spensierate estati insieme a tanti coetanei, suore e animatori. Crescendo, ho avuto modo di entrare a far parte del gruppo animatori, dei DB Friends, compagnia teatrale nata in seno all’Istituto e di fare insieme a queste molte altre esperienze nel sociale che mi hanno fatto gustare la bellezza della spiritualità salesiana vissuta nel  servizio ai piccoli.

La mia vita andava avanti così tra impegni, volontariato e studio finché un giorno venni a sapere che era uscito il bando del Servizio Civile relativo alle case FMA; cosi decisi di scommettermi in questa avventura e di farlo non nella sede che già conoscevo e che per me era “casa” ma di tentare di aprirmi al nuovo e scelsi la sede di  Catania-Canalicchio.

Ricordo ancora quando consegnai i documenti a quella che sarebbe stata poi la mia OLP, ignara di quello che mi avrebbe riservato il futuro: un’esperienza unica, tante belle emozioni donate e ricevute, un’occasione di crescita, un anno meraviglioso che mi ha permesso di entrare più profondamente nella Spiritualità Salesiana, di innamorarmi del Sistema Preventivo di Don Bosco (“u Papà”) e della missione che mi ha affidato.

Don Bosco mi ha sempre affascinato e continuava  ad invitarmi a fare dei passi di crescita non indifferenti. Mi trasferii a Catania per conciliare meglio il servizio e lo studio; ho conosciuto tante nuove persone, suore, colleghi, compagni di cammino ed amici, bambini, famiglie e la cosa più bella era sperimentare che anche quella era “casa”.

Trascorrere un tempo cosi prolungato con i bambini che mi erano stati affidati mi ha permesso di mettermi in gioco su più fronti; non sono mancati sicuramente momenti più difficili ma con pazienza e passione, giorno dopo giorno,  aumentava in me la gioia e tutto aveva un qualcosa di magico. L’esperienza del Servizio Civile mi ha permesso di acquisire più competenze e responsabilità. Vivere a  servizio di chi ha più bisogno è una cosa bellissima, non sempre ti gratifica, ma nel donare ti arricchisci; entrare nel mondo dei piccoli con semplicità mi ha permesso di comprendere e dire come don Bosco: “Voi giovani mi avete rubato il cuore”.

Da subito ho instaurato un bel rapporto con ogni persona della casa;  non è stato semplice entrare in una nuova casa ed essere conosciuta solamente  come la sorella di una suora.  Ma io ero Majra! … e volevo godermi in pieno la mia esperienza; essere accolta e voluta bene da tutti per la mia semplicità e spontaneità, felice di avere avuto la possibilità di farmi conoscere in pieno. Ho instaurando un rapporto speciale con la mia Olp, di confronto e guida, ho trovato anche nuove amicizie tra le maestre e i giovani della casa, amicizie che continuano ancora oggi.

Una cosa che mi ha fatto pensare a quanto don Bosco mi stava conquistando è stato il riflettere sul fatto che per me il Servizio Civile non è stato un “lavoro con degli orari da rispettare” ma un modo per donarmi sempre più.  Spesso entravo al mattino e andavo via la sera sempre pronta a mettermi a disposizione per qualsiasi aiuto perché amavo stare lì, stare con i bimbi, scherzare, giocare, lavorare e studiare con loro, e tutto si faceva con allegria e per il bene della casa, secondo lo spirito di famiglia tipico del nostro carisma. Tutto era magico, aveva un profumo speciale, ed in un battibaleno arriva settembre! Non è stato facile rientrare, dopo qualche giorno di ferie, per gli ultimi giorni di servizio e non trovare più la tua Olp nel suo ufficio per il buongiorno mattutino e per ricevere le direttive della giornata.  Devo essere onesta:  sono stati dei giorni brutti e sono scese anche delle lacrime; ma – com’è per ogni servizio che giunge al termine – dovevo lasciare quel posto. Un posto dove posso ben dire di aver  vissuto un anno spettacolare.

Mi ha fatto piacere sentirmi dire: “Sei arrivata come la sorella di Sr Angela e te ne stai andando come Majra”:  segno che si erano create relazioni importanti.

Per ogni fine c’è un nuovo inizio e così è stato per me. A settembre 2016 una telefonata della presidente Caritas della mia Parrocchia –  che ho sempre stimato e ammirato –  mi chiama ad una nuova missione con queste parole: “Majra io devo lasciare tutto e voglio che sia tu a prendere il testimone….lascio tutto nelle tue mani”.  In un secondo ho provato gioia, emozione, paura, ma accettai e iniziai con questo nuovo incarico di responsabilità.

 Metterti a servizio degli altri è una cosa bellissima; ascoltare i problemi e le situazioni della gente non è semplice, soprattutto quando arrivano con i loro figli che ti guardano con quegli occhioni che ti sciolgono.

il mio amore per la casa di Canalicchio non è mai finito;  quando posso faccio sempre una scappata per ricaricare il mio cuore perché quando entro in un cortile salesiano mi ricarico, gioisco.

Grazie a questa esperienza ho maturato la consapevolezza di una chiamata che si faceva sempre più strada dentro me: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi!”   Una chiamata a vivere quel “Mi basta siate giovani perchè vi ami assai”  di Don Bosco  e a portare il suo Sistema Preventivo e la sua spiritualità in ogni ambito della mia vita. Cosi decisi di iniziare il cammino per diventare Cooperatrice Salesiana e con gioia ed emozione il prossimo 29 Gennaio, nella mia Parrocchia di Biancavilla –  con l’approvazione del Consiglio Provinciale –  farò la mia promessa all’interno della Celebrazione Eucaristica insieme ad altri due giovani che hanno condiviso con me il cammino formativo. Una promessa che mi consentirà di entrare a far parte della Famiglia Salesiana, che tanto amo.

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