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Puoi essere santo #lìdovesei: la testimonianza di una giovane famiglia e il racconto della loro vocazione nella famiglia salesiana

Siamo Miriam e Placido Calderoni, fidanzati dal 16 Luglio 2006 (festa della Madonna del Carmelo) e sposati dal 31 Maggio 2013 (Festa della visitazione di Maria); abitiamo a Biancavilla, in provincia di Catania. Dal nostro matrimonio sono nate due splendide bambine: Ester Maria, nata il 13 Maggio (Festa della Madonna di Fatima e di Madre Mazzarello) e Noemi, nata l’11/11/2018.
Come potete notare, in quasi tutte le nostre date importanti c’è sempre stata la presenza di Maria.
E’ proprio all’ombra del suo sguardo materno che ci siamo conosciuti ed innamorati.
Durante il nostro fidanzamento, abbiamo deciso di iniziare insieme il percorso formativo vocazionale per diventare salesiani cooperatori; in quel periodo, grazie ai nostri meravigliosi formatori e alla presenza edificante delle Figlie di Maria Ausiliatrice, presenti a Biancavilla dal 1902, iniziamo ad approfondire le figure di don Bosco e di madre Mazzarello. Ci colpisce, in particolare, la prassi educativa del Sistema Preventivo per la salvezza dei giovani ed il fatto che la santità è possibile, è quotidiana, che la possiamo vivere e far risplendere attorno a noi camminando nel solco della fede.
Non si nasce santi, ma lo si diventa rispondendo alla grazia di Dio, ascoltando le persone che Lui mette accanto e intessendo una relazione e un dialogo costante con Dio attraverso la preghiera.
Durante il cammino di aspirandato, ci hanno spiegato bene che questa scelta vocazionale – come dice il nostro Regolamento di Vita Apostolica – è una scelta impegnativa, che, come tale, non può essere fatta frettolosamente sulla base di un entusiasmo che potrebbe rivelarsi momentaneo, ma che è necessaria una graduale maturazione della scelta ed un’ adeguata preparazione all’assunzione degli impegni che essa comporta.
Sono stati di aiuto gli esempi dei nostri Fondatori che con la loro vita ci hanno insegnato che nulla si può fare in ordine alla salvezza se non si rimane strettamente uniti a Cristo; e solo così possiamo diventare mediatori della grazia per gli altri. Per questo motivo, ci sentiamo chiamati a vivere sempre in cammino sulla via dell’amore perché l’apostolato possa raggiungere il suo scopo: l’incontro dei giovani con Cristo.
Il 30 Gennaio del 2013 davanti a tutta la famiglia salesiana di Biancavilla e alla comunità parrocchiale entriamo a far parte dell’associazione dei Salesiani Cooperatori e, dopo qualche mese, siamo diventati marito e moglie.
Insieme abbiamo guidato diversi gruppi giovanili parrocchiali, cercando di trasmettere loro con semplicità la nostra fede e mostrando la via di felicità verso Gesù Cristo, diversa da quella che oggi propone il mondo secolarizzato.
Con la nascita delle nostre figlie, il nostro impegno con i giovani non finisce, ma ci dedichiamo di più alla loro crescita fisica, affettiva e spirituale e quando la stanchezza ci sovrasta le parole di Papa Francesco ci incoraggiano: «Bisogna sognare in grande e non aver paura di questo sogno, della possibilità di rimanere insieme sostenendosi a vicenda con speranza, con forza e col perdono […] la famiglia allora diventa Chiesa domestica, luogo dove i figli possono imparare il significato della fedeltà, dell’onestà e del sacrificio. Vedono come mamma e papà si comportano tra di loro, come si prendono cura l’uno dell’altro e degli altri, come amano Dio e la Chiesa. Così i figli possono respirare l’aria fresca del Vangelo e imparare a comprendere, giudicare e agire in modo degno della fede che hanno ereditato. La fede viene trasmessa intorno alla tavola domestica, nella conversazione ordinaria, attraverso il linguaggio che solo l’amore perseverante sa parlare».
Ogni giorno ringraziamo Dio per tutti questi doni e preghiamo affinché possiamo essere di esempio per i giovani che incontreremo nel nostro cammino, come lo sono state per noi le Figlie di Maria Ausiliatrice che, con tanti sacrifici e nonostante la loro età, ci hanno mostrato come l’amorevolezza e la preghiera possono cambiare il cuore dei giovani.
È difficile incontrare a Biancavilla persone che non abbiano incontrato Don Bosco nella loro vita attraverso il carisma salesiano, perché le suore hanno sempre servito la nostra città e i suoi cittadini con passione e hanno formato generazioni di giovani responsabili e cittadini attivi impegnati anche nella politica, attraverso la scuola che da anni si è diversificata, attraverso il servizio ai minori con svantaggio economico e culturale.
Molta speranza è stata data ai giovani e alle giovani che sono passati dall’Istituto, “casa che accoglie”, prendendosi cura dei loro cammini formativi, spargendo con generosità e amore semi di speranza. Oggi, alcuni tra noi ne raccolgono i frutti attraverso le ex-allieve, i cooperatori e attraverso le tante vocazioni sacerdotali e religiose che sono state date alla Chiesa e alla Famiglia Salesiana.
Vogliamo concludere con le parole di Madre Mazzarello, che sentiamo ancora attuali: “Coraggio, non abbiate paura di spendere la vita per gli altri, non abbiate paura di gridare in tutte le strade che l’amore di Dio è più forte delle nostre debolezze e che ci fa uscire da noi; non abbiate paura di sognare in grande e di vivere con libertà tutto ciò che richiede la carità.” Buon cammino di santità a tutti!

Placido e Miriam

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