La certezza dell’Amore

Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita. Perciò, le prime parole che voglio rivolgere a ciascun giovane cristiano sono: Lui vive e ti vuole vivo! Lui è in te, Lui è con te e non se ne va mai. Per quanto tu ti possa allontanare, accanto a te c’è il Risorto, che ti chiama e ti aspetta per ricominciare. Quando ti senti vecchio per la tristezza, i rancori, le paure, i dubbi o i fallimenti, Lui sarà lì per ridarti la forza e la speranza. 

  Papa Francesco

Essere “Chiesa in uscita” per incontrare i giovani e  mettersi in ascolto della sete che abita il loro cuore con semplicità e fiducia, con passione e dedizione sono  il desiderio e la missione che abitano il cuore di chi ha donato la sua vita a servizio dei giovani e di chi sa che i giovani sono il dono più bello per la nostra società.

Si sa, da giovani si ha sempre sete, sete di amore, di successo, di libertà, di felicità, di bellezza; i sogni alimentati dalla passione giovanile e dal volerli realizzati nell’immediato, spingono spesso alla ricerca di facili ed effimere soluzioni ed è così che la sete irrefrenabile conduce a dissetarsi presso fonti ingannevoli, dispensatori di deleteri surrogati che aumentano l’arsura creando vuoti e ferite.

È urgente ed è necessario che l’incontro con i giovani, vicini, lontani o dispersi, proponga un’acqua vera, l’acqua viva, che disseta ora e per l’eternità; che con il linguaggio dell’Amore dica ad ognuno che c’è  una meta scritta in ogni cuore, una promessa di felicità che non è qualcosa, ma è qualcuno, promessa che si fa certezza nell’oggi della storia, negli incontri che hanno il calore del prendersi cura, dell’ attenzione, dell’ascolto, dell’ incoraggiamento, dell’accoglienza.

Cristo è sempre qualcosa di concreto e la quotidianità offre sempre occasioni per scoprirlo e sperimentarlo in qualsiasi cosa ci sia nella nostra vita, tutto è segno di Lui quando amiamo, quando facciamo bene il nostro dovere di studio o di lavoro, quando doniamo il nostro tempo per una buona causa, quando decidiamo di offrire le nostre competenze per aiutare chi è nel bisogno.

Se prendiamo sul serio la nostra umanità ci accorgeremo di aver incontrato Qualcuno e questo incontro non può lasciare indifferenti.

Non possiamo tacere ai giovani di oggi che c’è un Dio che può accogliere la tua vita e trasformarla, che ti incontra al pozzo in cui ti sei recato stanco, ferito, preoccupato, deluso, senza speranza intercettando il grido del tuo cuore, un Dio che per primo ha avuto sete del tuo amore, che ti ama cosi come sei ed è la sorgente della vera felicità.

Un Dio che forse fatichi a riconoscere, ma lui è li e sta già facendo meraviglie nella tua vita, basta avere occhi e cuore e magari un amico dell’anima accanto che, condividendo con te il cammin, ti aiuterà a scorgere nuovi sentieri.

E’ stato così per  una giovane che, rendendosi disponibile, ha visto meraviglie nella sua vita:

“È innegabile che ognuno di noi sia continuamente alla ricerca della felicità: nello studio, nell’impegno sociale, nel lavoro, nelle relazioni… Eppure sembra sempre più irraggiungibile quanto più la ricerchiamo; arriva un insuccesso, una malattia, la fine di un impegno, la mancanza di una persona a riportarci punto e a capo se… se non rinnoviamo la nostra fiducia. Sì, la Fiducia in Chi ci ha creati per Amore e per l’Amore.

Se non avessi fatto l’esperienza della missione ai giovani, i ritiri per giovani in cammino, non avrei acquisito quel coraggio di chiedere a chi di cammino ne ha fatto di più : “mi aiuti a fare un pezzo di strada insieme?”.

Proprio qualche tempo fa mi è capitato di entrare in una chiesa, ma forse sarebbe il caso di dire che ho trovato il coraggio, per rivolgere una preghiera in un momento particolare ed essendoci un sacerdote, missionario, disponibile per la confessione, alla fine ho colto l’occasione anche per confessarmi. Non c’erano “grate” tra il sacerdote e me, ma uno spazio dove la mia preghiera stava già trovando ascolto perché mi stava “prestando” i suoi occhi per vedere dove stava la Felicità: non in qualcosa in particolare, ma nella capacità di vedere nella nostra vita ciò che chiediamo nella Preghiera.

Non c’è una ricetta particolare per essere felici, bisogna, nella realtà del nostro cammino, allenare gli occhi a cogliere la Felicità animati dalla certezza che siamo stati creati per l’Amore.

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