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USMI: una conclusione dal sapore del pane della carità e della gioia

Si conclude nella cattedrale di sant’Agata il 25 maggio il percorso di spiritualità e di  formazione delle religiose (USMI) dell’arcidiocesi di Catania. Sarà Mons. Gaetano Zito, vicario episcopale per la cultura, a condurre la riflessione, così come l’ha iniziata in novembre “Con Dusmet in cammino per raccontarci nella Chiesa di Catania”.

L’incontro, previsto alle ore 10, si muoverà “sui passi di sant’Agata” e tra le righe della gratitudine proprio al cardinale Giuseppe Dusmet per aver voluto fermamente in questa diocesi specifici ordini religiosi come testimoni della carità di Cristo attraverso l’attenzione ai poveri, ai giovani, ai sofferenti. In una parola, a tutto il popolo della città di Catania. E il grazie alla martire Agata, consacrata all’amore di Cristo, discepola fedele.

L’incontro si muoverà così tra due fulcri: affidamento alla Vergine per l’anno trascorso insieme e gratitudine al Signore attraverso sant’Agata ed il beato Dusmet per il dono della missione che ogni comunità religiosa svolge nell’Arcidiocesi.

Dall’input dato dal Vicario Episcopale per la Cultura alle sollecitazioni raccolte nelle giornate di spiritualità da padre Agatino Gugliara, vicario episcopale per la Vita Consacrata, dal benedettino Don Giovanni Scicolone e dall’Abate emerito San Martino delle Scale Don Ildebrando Scicolone  fino al confronto con la psicoterapeuta Anna Marchese, le religiose hanno avuto modo di rileggere la loro storia illuminata dalla Lectio Divina. Ciò ha permesso anche la lettura credibile delle loro relazioni in comunità, a partire dal quotidiano.

L’obiettivo della  delegata, suor Stella Barletta, Figlia della Carità, insieme alla sua vice, suor Maria Trigila, religiosa salesiana, è stato un ulteriore cerchio concentrico posto in continuità al percorso iniziato negli scorsi anni dalle religiose. Ciò che ha contraddistinto quest’anno è stato l’impegno a coniugare semplicità/profondità di contenuti e fraternità, il far sentire soprattutto alle piccole congregazioni, di nuova fondazione, la vicinanza e la disponibilità del Consiglio Usmi ad ascoltare fattivamente esigenze e prospettive d’inserimento nel territorio. Ossia dialogo e confronto in sinergia. Infatti oltre alle sei giornate intere di spiritualità e convivialità, molto partecipati, la tabella di marcia segna degli incontri con le comunità religiose. S’inizia con quelle che provengono dai paesi africani e che non hanno una numerosa presenza in diocesi. Il primo incontro è con la piccola comunità delle suore dei “Due Cuori” in Catania che svolgono il loro servizio presso la parrocchia di Cibali e sono a servizio della gente sofferente e la comunità delle Ancelle Missionarie di Cristo Re a Bronte.

Le suore che compongono la prima comunità provengono dalla Nigeria e la loro missione è  caratterizzata, tra l’altro, dal sorriso e dall’accoglienza degli ultimi che si protrae poi davanti al Signore in adorazione fino alle 3 del mattino. La seconda comunità vive in un appartamento, come la prima, ed il loro servizio educativo è rivolto, oggi, ai bambini della scuola materna. Queste suore hanno colto i segni dei tempi riorganizzandosi nella missione in cui suore giovani ed anziane si sono messe in gioco per mantenere vivo il carisma.   

Due incontri che hanno dato voce allo stile della sinodalità tra i vari carismi religiosi nella chiesa tanto auspicato dall’Arcivescovo mons. Gristina e dalla Presidente nazionale dell’USMI, Madre Yvonne Reungoat, superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Entrambe le due comunità hanno accolto alcuni membri del consiglio con un “dolce” saluto e dopo aver condiviso anche il racconto del loro carisma nella Chiesa si è pregato insieme perché il Dio della vita continui a sostenere, pur tra varie difficoltà, la presenza delle sorelle nel territorio.

Proprio il cammino intrapreso dai vari carismi, ha detto mons. Gaetano Zito, in un’intervista rilasciata alle religiose, diventa nella Chiesa di Catania “una presenza in grado di rendere visibile e incisivo il ruolo della vita consacrata femminile nella sua pluriforme carismaticità ma anche nella sua peculiare modalità e servizio di donne consacrate”.

Si tratta di un itinerario condiviso da tutto il Consiglio USMI di Catania, impegnato a ripensare piccoli gesti concreti di vicinanza, di ascolto, di accompagnamento attraverso forme anche laboratoriali e di inserimento in realtà ecclesiali già esistenti, da porre così, sulle orme di sant’Agata e fedeli a Dusmet, nel territorio catanese proprio per spezzare insieme il pane della carità e della gioia.

(suor Maria Trigila)

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