Unità è grazia non colla!

Non cedere all’altro “padre”, quello della menzogna, quello delle divisioni. Papa Francesco ricorda la preghiera di Gesù, «che la Chiesa sia unita, che i cristiani siano una cosa sola, come Gesù lo è con suo Padre». Ed è consolante, spiega Bergoglio, che, nel Cenacolo, prima di consegnarsi alla Passione, «sentire Gesù dire al Padre di non voler pregare solo per i suoi discepoli ma anche per quelli che crederanno in Lui “mediante la loro parola”. Forse, noi non siamo abbastanza attenti a queste parole: Gesù ha pregato per me! Questo è proprio fonte di fiducia: Lui prega per me, ha pregato per me… Io immagino – ma è una figura – com’è Gesù davanti al Padre, in Cielo. È così: prega per noi, prega per me».
E, come ha ricordato anche altre volte, il Papa sottolinea il grande prezzo che Gesù ha pagato per noi: le piaghe, la crocifissione. «Gesù prega per me con le sue piaghe, col suo cuore piagato e continuerà a farlo».
Ma Gesù «sa che lo spirito del mondo è uno spirito di divisione, di guerra, di invidie, di gelosie, anche nelle famiglie, anche nelle famiglie religiose, anche nelle diocesi, anche nella Chiesa tutta: è la grande tentazione. Quella che porta alle chiacchiere, a etichettare, a bollare le persone».
Atteggiamenti che dobbiamo abbandonare perché «dobbiamo essere uno, una sola cosa, come Gesù e il Padre sono una sola cosa. Questa è proprio la sfida di tutti noi cristiani: non lasciare posto alla divisione fra noi, non lasciare che lo spirito di divisione, il padre della menzogna entri in noi. Cercare sempre l’unità. Ognuno è come è, ma cerca di vivere in unità. Gesù ti ha perdonato? Perdona tutti quanti. Gesù prega perché noi siamo uno, una sola cosa. E la Chiesa ha tanto bisogno di questa preghiera di unità».
Il Papa parla di unità evra e scherza, come suo solito, con le parole: «L’unità è grazia non colla. Non esiste una Chiesa tenuta insieme dalla colla, perché l’unità che chiede Gesù è una grazia di Dio e una lotta sulla terra».

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